L'editore principale e chi curerà l'edizione italiana, le incognite del terzo volume su Gesù. Stampa e l'accusa di aver tradito la fiducia del Papa

"Il Santo Padre ha concluso il suo terzo volume, un manoscritto dedicato a Gesù di Nazaret. È un grande regalo nell’Anno della fede. Poi, forse, ci sarà anche l’Enciclica". Questo è l'annuncio dato dal cardinale segretario di stato Tarcisio Bertone il 1° agosto, a margine di una Messa celebrata in Valle d’Aosta, dove si trovava in vacanza. "Leggeremo questo terzo volume – ha aggiunto – con avidità e con grande gusto". L’autorevole scoop del più stretto collaboratore di Benedetto XVI è stato ufficialmente confermato, almeno in parte, il giorno dopo con un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede: "Il Santo Padre Benedetto XVI ha concluso, in questi giorni, la stesura del terzo volume dell'opera 'Gesù di Nazaret', dedicato ai racconti dell'infanzia di Gesù ('Die Kindheitsgeschichten'). Tale volume costituisce il completamento dei due precedenti. Si sta procedendo ora alle traduzioni nelle varie lingue, che saranno condotte direttamente sull'originale tedesco. Si auspica che la pubblicazione del libro avvenga in modo contemporaneo nelle lingue di maggiore diffusione; essa richiederà un congruo spazio di tempo per una traduzione accurata di un testo importante e atteso". Non vi è stata nessuna conferma ufficiale, invece, per quella che sarebbe la quarta Enciclica di Papa Ratzinger, dopo la “Deus caritas est”, firmata il giorno di Natale del 2005, la “Spe salvi”, che porta la data del 30 novembre 2007, e la “Caritas in veritate”, del 29 giugno 2009. Il card. Bertone non l’ha specificato, ma si ipotizza che dopo la carità e la speranza Benedetto XVI voglia dedicare la nuova Enciclica all'altra virtù teologale, la fede. Tanto più che il nuovo testo verrebbe pubblicato proprio nel corso dell’Anno della fede indetto dal Papa dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013. Nel comunicato vaticano non si specifica la data di pubblicazione del terzo volume su Gesù, anche se si presume, dato l’argomento, che sarà in vista del periodo natalizio. Neppure viene detto chi sarà il suo editore principale. E la questione non è affatto scontata. Con i due precedenti volumi di Joseph Ratzinger su Gesù la Santa Sede ha intrapreso due vie diverse. Il primo volume, titolato “Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione”, è stato pubblicato nel 2007 da una delle maggiori case editrici italiane, la Rizzoli. Il 21 novembre 2006, quando fu dato l'annuncio che Benedetto XVI aveva terminato di scriverlo e aveva consegnato il manoscritto alla Libreria Editrice Vaticana, la stessa LEV, con una nota, rivelò infatti di aver preso accordi con la Rizzoli cedendole i diritti di traduzione, di diffusione e di commercializzazione dell'opera in tutto il mondo. Una scelta, aggiungeva la nota, che "oltre ad essere in continuità con le scelte editoriali finora compiute per la diffusione dei grandi testi dei Sommi Pontefici", voleva "essere un segno tangibile di riconoscenza per quanto ha fatto la Rizzoli nel corso degli anni per far conoscere l'opera dell'amato Giovanni Paolo II, dando anche ampia diffusione del suo ultimo saggio 'Memoria e identità'". La Rizzoli, annunciava inoltre il comunicato della LEV, "ben conoscendo i legami di stima e di amicizia protrattisi per oltre 50 anni fra la famiglia Herder e il professore e poi cardinale Joseph Ratzinger, ha già ceduto alla Herder Verlag i diritti sull'opera in Germania".Il volume uscì nelle librerie italiane, tedesche e polacche il 16 aprile 2007, e successivamente nelle altre lingue. Negli Stati Uniti i diritti furono ceduti dalla Rizzoli al marchio Doubleday del colosso Random House, suscitando anche qualche ironia giornalistica, visto che era la stessa editrice del "Codice da Vinci" di Dan Brown, criticatissimo dalle gerarchie cattoliche. Nel 2011, invece, il secondo volume titolato “Gesù di Nazaret. Dall’ingresso di Gerusalemme fino alla risurrezione”, oltre ad avere in copertina, nell'edizione italiana, “Nazaret” senza più la "h" finale, ha cambiato anche editore. In questo caso, infatti, è stata la LEV in prima persona a pubblicare e commercializzare nel mondo il volume. Così, quando il 10 maggio 2010 la Sala Stampa vaticana rese noto che il testo definitivo del secondo volume era stato consegnato dall'autore "agli editori incaricati della pubblicazione", fu specificato che l’originale tedesco era stato affidato "allo stesso tempo a Manuel Herder – l’editore che sta curando l’opera completa ('Gesammelte Schriften') di Joseph Ratzinger – e a don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana". "Sarà quest’ultima, come editore principale – proseguiva la nota –, a provvedere alla concessione dei diritti, a pubblicare l’edizione italiana, e ad affidare il testo ad altri editori per le diverse traduzioni nelle varie lingue, che saranno condotte direttamente sull’originale tedesco". "Si auspica – concludeva il comunicato – che la pubblicazione del libro avvenga in modo contemporaneo nelle lingue di maggiore diffusione. Essa quindi, per quanto rapida, richiederà ancora diversi mesi, dati i tempi necessari alla traduzione accurata di un testo tanto importante e atteso". Infatti il secondo volume uscì nel marzo 2011 in contemporanea nelle lingue di maggiore diffusione. E questa volta la LEV scelse come partner i principali editori cattolici dei vari continenti. Ad esempio, negli Stati Uniti, al posto di Doubleday, l’editrice fu la Ignatius Press del gesuita Joseph Fessio, ex allievo di Ratzinger. È facile intuire che la Rizzoli non gradì affatto di essere stata estromessa dalla gestione diretta del secondo volume del Papa su Gesù, sia per motivi di prestigio che di ricavi. Il fatto che le fosse stata affidata la distribuzione del libro in Italia non bastò a compensare un tale disappunto. Ora, come per il secondo volume, anche nel comunicato emesso lo scorso 2 agosto si sottolinea l’esigenza che la pubblicazione del nuovo volume della trilogia su Gesù "avvenga in modo contemporaneo nelle lingue di maggiore diffusione". Manca però ogni riferimento esplicito alla LEV. E questo fa pensare a un ritorno in campo della Rizzoli, che così potrà di nuovo presentare nel proprio catalogo un nuovo titolo di Papa Ratzinger da affiancare a quelli del teologo ribelle Hans Küng di cui è la storica editrice italiana. Ma oltre a sapere chi sarà l’editore principale del terzo volume del Papa su Gesù, sarà interessante scoprire anche chi sarà il curatore della sua edizione italiana. Il primo volume, si legge sul frontespizio, fu curato da Ingrid Stampa e da Elio Guerriero, su traduzione italiana di Chicca Galli e Roberta Zuppet. Il secondo è stato curato da Pierluca Azzaro, su traduzione italiana a cura di Ingrid Stampa. In entrambi i casi, quindi, un ruolo molto importante è stato svolto dalla professoressa Stampa, storica governante dell’appartamento dell’allora card. Ratzinger in piazza della Città Leonina e poi assunta nell’ufficio di lingua tedesca della prima sezione della segreteria di Stato. Ingrid Stampa vedrà pubblicizzato questo suo ruolo anche nel terzo volume dell'opera di Benedetto XVI su Gesù? Se sarà così, come si prevede, i sospetti di tradimento della fiducia del Papa, agitati recentemente contro di lei senza alcuna prova esibita a sostegno, riceveranno una radicale smentita. Ad associare il nome di Ingrid Stampa a quello del maggiordomo infedele del Papa, Paolo Gabriele, arrestato per il trafugamento di carte riservate, è stato Paul Badde in un articolo del 15 luglio sul sito web dell'importante quotidiano tedesco Die Welt. Badde, 64 anni, oltre che corrispondente da Roma di questo quotidiano, è editore in Germania del mensile Vatican Magazine, molto apprezzato nell’appartamento pontificio, ed è ben conosciuto da molti anni dallo stesso Joseph Ratzinger, che egli ebbe modo di incontrare più volte, quand'era cardinale, in quel circolo di suoi amici bavaresi che è la Katholische Integrierte Gemeinde. Grazie a queste credenziali, Badde è uno dei cinque giornalisti che sono stati chiamati nel Palazzo Apostolico, lo scorso novembre, a tenere una relazione in un convegno sui rapporti fra il Vaticano e la stampa internazionale organizzato dal direttore de L'Osservatore Romano Giovanni Maria Vian, al quale hanno assistito i vertici della Segreteria di Stato e i cui atti sono stati pubblicati da Mondadori. La Santa Sede ha reagito all'articolo con un comunicato di "totale riprovazione" il 23 luglio, otto giorni dopo la sua uscita, e solo dopo che le accuse di Badde erano state ricopiate ed enfatizzate in Italia dal quotidiano La Repubblica. Il comunicato non citava né Badde né Die Welt. Faceva riferimento a generici "articoli di stampa". L'Osservatore Romano non l'ha pubblicato. In ogni caso, come nulla fosse, il giorno dopo l'uscita del comunicato vaticano, il quotidiano tedesco ad altissima diffusione Bild Zeitung ha rilanciato e aggravato le accuse contro la curatrice dei primi due volumi del Papa su Gesù, in un articolo a firma di Nikolaus Harbusch. Nel quale si legge che sul telefono cellulare di Paolo Gabriele sarebbero stati trovati dei "compromettenti" ("belastende") messaggi e-mail e sms tra lui e Ingrid Stampa, oltre che con l'ex segretario particolare del card. Ratzinger, l'arcivescovo Josef Clemens.

Sandro Magister, www. chiesa

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