Lombardi: la pubblicazione della sentenza e della requisitoria passo concreto per affrontare i problemi con rigore e trasparenza, senza scorciatoie

"La sentenza di rinvio a giudizio rappresenta un altro passo verso la trasparenza": lo afferma il direttore della Sala Stampa vaticana, Federico Lombardi (nella foto con Benedetto XVI), in merito alla fine dell'istruttoria a carico di Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa. La sentenza di ieri, sottolinea il gesuita su Radio Vaticana, "non rappresenta certo l'esito finale delle indagini e delle riflessioni su che cosa questa vicenda significa e in quale contesto è maturata. Si riferisce infatti ad un reato specifico e a due persone (una direttamente responsabile e una solo molto indirettamente coinvolta), e non a un complesso più articolato di eventi e relazioni su cui la stessa magistratura e una commissione cardinalizia sono state chiamate a indagare, con competenze specifiche e prospettive diverse. Tuttavia la pubblicazione della sentenza e della requisitoria che l'ha preceduta non vanno sottovalutate, perché sono un passo concreto, compiuto con strumenti e metodi giuridici specifici, per affrontare i problemi con rigore e trasparenza, senza scorciatoie o coperture per quanto benintenzionate. Una pubblicazione ampia e completa come quella di questa mattina, con la sola riserva dei nomi e cognomi di persone da tutelare, è un atto coraggioso e finora piuttosto insolito nelle usanze vaticane. La decisione del Papa di incoraggiare il lavoro della magistratura ha un suo valore significativo, di rispetto scrupoloso per la competenza e l'autonomia di questa istituzione, e di fiducia nel contributo che può dare nel difficile e faticoso cammino per cercare la verità e stabilire la giustizia con strumenti umani. Forse l'avvicinamento è ardito, ma ci viene da pensare che come il confronto con le istituzioni esterne di Moneyval aiuta certamente a crescere nella direzione della trasparenza economica e finanziaria, così il maggiore riconoscimento del ruolo della magistratura può aiutare oggi a crescere nella direzione della trasparenza e della coerenza nel campo della comunicazione e della discussione di altre questioni non strettamente ecclesiastiche. Il contributo della magistratura non basta dunque per affrontare l'intera gamma dei problemi, ma è serio e impegnativo, e può far riflettere sotto una nuova angolatura sulla serietà delle questioni della fedeltà alle istituzioni che si servono, del valore della fiducia e della comunicazione confidenziale, della solidarietà e della responsabilità dell'unione nel servizio delle istituzioni. Anche questa è una prospettiva in cui si può leggere la linea assunta consapevolmente dal Santo Padre nello stabilire tempi e modi per guidare i suoi collaboratori con lungimiranza - conclude Lombardi - in un servizio della Chiesa sempre più efficace ed evangelico".

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Padre Lombardi: indagini in Vaticano, metodo della trasparenza e del rigore

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