Pellegrinaggio nazionale dei chierichetti francesi a Roma. Per l'occasione Benedetto XVI terrà l'Udienza generale del 29 agosto in Piazza San Pietro

Più di 50.000 chierichetti prestano il loro servizio liturgico tutte le domeniche nelle parrocchie di Francia. Con la riforma liturgica introdotta dalla Costituzione "Sacrosanctum Concilium" il termine ministrante ha sostituito il termine "chierichetto" (dal greco 'kleros' che significa “parte scelta”) poiché riesce a far capire meglio il suo significato profondo. Esso, infatti, deriva dal latino ministrans, cioè colui che serve, secondo l'esempio di Gesù. A loro, a quanti cioè offrono questo prezioso servizio nella Chiesa, "come amici di Gesù", è dedicato il pellegrinaggio nazionale a Roma che si terrà dal 25 al 31 agosto e vedrà la partecipazione di 2.600 ragazzi. Con loro ci saranno anche gli accompagnatori, una decina di vescovi ed un centinaio di sacerdoti. Tema del Pellegrinaggio, "Servire il Signore, gioia dell'uomo, gioia di Dio". I chierichetti incontreranno Papa Benedetto XVI durante l'Udienza generale di mercoledì 29 agosto che si recherà espressamente in Piazza San Pietro per accoglierli. Il pellegrinaggio, inizialmente previsto per 600 giovani, ha fatto registrare uno straordinario successo di iscrizioni: il programma alternerà visite ai principali luoghi di Roma, celebrazioni, serate di testimonianza, processioni e momenti di convivialità. "Attraverso il tema scelto - si legge in un dossier stampa della Conferenza Episcopale francese - l'obiettivo del pellegrinaggio è di far prendere coscienza ai giovani che con il loro servizio essi partecipano ad un servizio della Chiesa universale e che fanno parte di una fraternità nazionale e non soltanto di una equipe parrocchiale. Questo pellegrinaggio quindi vuole essere per loro occasione per un autentico cammino di fede". Lo conferma anche mons. Philippe Breton, della Commissione episcopale per la liturgia. "I genitori dei giovani chierichetti - dice - constatano i doni che questo servizio dà ai loro figli: una relazione più profonda con Dio e con la liturgia eucaristica, aiutandoli concretamente ad entrare nel mistero della Fede". "Servire Messa" poi può diventare anche un mezzo per scoprire la propria vocazione sacerdotale: "Sono molti i sacerdoti che hanno detto che questa prossimità con l'Eucarestia ha fatto nascere in loro il desiderio di consacrarsi totalmente a Dio ed essere al servizio dei loro fratelli".

L'Osservatore Romano

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