Il Papa nomina vescovo di Reggio Emilia-Guastalla don Massimo Camisasca, superiore generale della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo

Il Santo Padre Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla (Italia), presentata da mons. Adriano Caprioli, e ha chiamato a succedergli don Massimo Camisasca (foto), superiore Generale della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. Figura di spicco del movimento di Comunione e Liberazione, è autore di numerosi saggi teologici. Nato a Milano nel novembre 1946, Camisasca da studente al liceo Berchet aveva incontrato don Luigi Giussani. Divenuto uno dei responsabili di Gioventù Studentesca prima e di CL poi, viene ordinato sacerdote nel 1975 a Bergamo, a motivo delle difficoltà incontrate nel seminario milanese dai ciellini. Dieci anni dopo, don Camisasca dà vita alla Fraternità san Carlo, che forma preti per la missione. "La consuetudine di vita con don Giussani fece sorgere in me il desiderio ha raccontato Camisasca – di imitare la sua paternità. Così, dopo alcune peripezie, entrai in seminario e nel 1975 diventai prete. Quando nel 1985 il vescovo di Bergamo diede a me e ad alcuni sacerdoti la possibilità di scegliere il futuro della propria missione, la cosa più naturale fu costituire una comunità missionaria di preti. La fondazione della Fraternità san Carlo raccoglie le esperienze fondamentali che avevano segnato fino a quel momento la mia persona: la sequela della paternità di don Giussani vissuta nel sacerdozio, il desiderio della vita comune e della missione". La Fraternità sacerdotale è stata riconosciuta come Società di vita apostolica di diritto pontificio nel 1999 da Giovanni Paolo II. Una delle caratteristiche dei missionari della san Carlo è quella di vivere insieme, costituendo delle piccole comunità. Camisasca, autore di trasmissioni radiofoniche, è stato insegnante di filosofia nei licei, all’Università Cattolica di Milano e alla Pontificia Università Lateranense a Roma. Dal 1993 al 1996 è stato vicepresidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul Matrimonio e la Famiglia. È autore di una storia di CL in tre volumi, edita dalla San Paolo, ma anche di molti libri dedicati sia alla figura del sacerdote sia alla famiglia. Risale agli anni Ottanta la conoscenza personale con l’allora card. Joseph Ratzinger, che ha celebrato delle ordinazioni sacerdotali di preti della Fraternità. L’iter per arrivare alla nomina del nuovo vescovo di Reggio Emilia, in sostituzione del dimissionario Adriano Caprioli, è stato lungo. È la diocesi d’origine del card. Camillo Ruini (che ne fu vescovo ausiliare, prima di divenire segretario generale della CEI), e anche se il porporato di Sassuolo, avendo già compiuto ottant’anni, non è più membro della Congregazione per i vescovi, non è difficile immaginare che anche il suo parere abbia avuto un peso significativo. Con la nomina di Camisasca diventano sette i vescovi diocesani in Italia direttamente provenienti dalle fila di CL: oltre al nuovo pastore di Reggio ci sono il cardinale Angelo Scola, già patriarca di Venezia e ora arcivescovo di Milano, l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, il vescovo di Piazza Armerina Michele Pennisi, il vescovo di San Marino Montefeltro Luigi Negri, il vescovo di Fabriano Matelica Giancarlo Vecerrica e il vescovo di Tricarico Vincenzo Orofino.

Andrea Tornielli, Vatican Insider

RINUNCIA DEL VESCOVO DI REGGIO EMILIA-GUASTALLA (ITALIA) E NOMINA DEL SUCCESSORE 

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