Anno della fede. A Praga la prima Beatificazione: Federico Bachstein e i suoi 13 compagni dell’Ordine dei Frati Minori, uccisi nel 1611 in odio alla fede

La prima Beatificazione dell’Anno della fede, avvenuta questa mattina nella Cattedrale di San Vito a Praga, ha riguardato Federico Bachstein e i suoi 13 compagni, tutti dell’Ordine dei Frati Minori, martirizzati il 15 febbraio 1611, uccisi 'in odium fidei' nel convento che abitavano nella capitale ceca da una folla inferocita, animata da uno sconsiderato odio contro la Chiesa Cattolica. In rappresentanza del Papa c’era il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Siamo nella Boemia del 1611, dove proliferavano varie sette protestanti ostili ai cattolici e alla dinastia cattolica degli Asburgo, come spiega alla Radio Vaticana il card. Angelo Amato: “Era proprio l’odio contro la Chiesa cattolica, per cui i cattolici, religiosi e laici, vivevano in continuo pericolo di vita. Nessuno, infatti, poteva accusare i Francescani del Convento di Santa Maria delle Grazie, di nazionalismo o di cospirazione politica, essendo la maggior parte stranieri ed estranei a beghe sociopolitiche. Ad ogni modo, dalle fonti del tempo risulta la loro piena consapevolezza del pericolo cui andavano incontro, come testimoni della fede”. Padre Federico Bachstein, boemo di Baumgarten, era il maestro dei novizi; padre Giovanni Martìnez, spagnolo, sacrestano; padre Simone, francese, raccoglieva l’elemosina; padre Bartolomeo Dalmasoni, italiano, curava i restauri della chiesa; Fra Girolamo degli Arese, italiano, diacono; fra’ Gaspare Daverio, italiano, suddiacono; Fra Giacomo e Fra Clemente, entrambi tedeschi ed entrambi chierici minoristi con voti temporanei; Fra Cristoforo, olandese, fratello laico e cuoco del convento; Fra Giovanni, tedesco, laico; e Fra Emanuele, boemo, anch’esso laico; Fra Giovanni Bodeo, italiano e aiutante sacrestano; Frate Antonio, boemo, novizio. Tutti furono spogliati prima del martirio; molti di loro morirono nel tentativo di difendere l’Eucaristia o la cappella della Madonna, dove poi vennero sepolti, sotto l’altare di San Pietro d’Alcantara. Ma questa Beatificazione può incrinare i rapporti ecumenici? Ancora il card. Amato: “Non credo, anzi li può rafforzare. La solenne Beatificazione di questi eroici religiosi cerca di esortare tutti noi a vincere il male con il bene, memori della Parola del Signore, che sconvolge ogni logica umana: ‘Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano’. I Beati Martiri non odiavano, ma pregavano, lavoravano e operavano il bene. Erano umili testimoni della carità di Cristo, del suo calvario, del suo perdono. La loro Beatificazione, dunque, ispira sentimenti di pace, fraternità e gioia. Raccogliamo il loro seme di bene e facciamolo diventare albero maestoso, che porta fiori e frutti di umanità riconciliata e fraterna”.

Radio Vaticana

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