Prima sessione dei Circoli minori e quinta Congregazione generale. Tauran: occorrono cristiani motivati e preparati dal punto di vista dottrinale. Dziwisz: cuore di Dio misericordioso parla al cuore dell‘uomo

Nella mattinata di ieri sono iniziati i lavori dei Circoli minori della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, ai quali erano presenti 250 Padri sinodali, per l’elezione dei moderatori e dei relatori dei Circoli minori e per l’inizio della discussione sul tema sinodale. Per la lingua italiana ('Italicus') sono stati eletti i cardinali Angelo Bagnasco, Leonardo Sandri e Fernando Filoni come moderatori, mons. Rino Fisichella, mons. Bruno Forte e padre Renato Salvatore come relatori.
Alle 16.30 di ieri pomeriggio, con la recita del Salmo 22 (23), ha avuto inizio la quinta Congregazione generale, per la continuazione degli interventi dei Padri sinodali in Aula. Presidente delegato di turno era il card. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa. A questa Congregazione generale, che si è conclusa alle 19.00 con la preghiera dell’Angelus Domini, erano presenti 250 Padri. Si è approfondito il confronto sul tema generale e su punti specifici dell'"Istrumentum laboris" del Sinodo. Numerosi gli argomenti affrontati nella prima parte: l'ecumenismo e il confronto interreligioso; il ruolo fondamentale del laicato e della famiglia nell'opera di evangelizzazione; la sequela di Cristo come cammino nel mondo e la missione come incontro con i popoli; la continuita con il Vaticano II in una società mutata nei cinquant'anni trascorsi dall'apertura dellfassise conciliare e la capacita della Chiesa di evangelizzare in tale mutato contesto; la scelta prioritaria del povero; la sua capacità di porre su se stessa e a se stessa la domanda identitaria di Gesù:"La gente chi dice che io sia?". Hanno preso la parola 16 Padri sinodali tra i quali tre cardinali, uno di curia, il presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Jean-Louis Tauran, che ha aperto gli interventi, e due porporati arcivescovi residenti, il polacco Stanislaw Dziwisz di Krakow, e il bosniaco Vinko Puljic, di Vrhbosna, Sarajevo. Hanno portato il loro contributo anche due superiori generali di ordini religiosi, il gesuita padre Adolfo Nicolas Pachon e padre Josep Maria Abella Battle, dei missionari figli del cuore immacolato di Maria. “Di fronte ai seguaci di altre religioni con un’identità religiosa forte, occorrono cristiani motivati e preparati dal punto di vista dottrinale. Per questa ragione, la nuova evangelizzazione è una priorità, al fine di formare cristiani coerenti, capaci di rispondere della propria fede” ha detto nel suo intervento card. Tauran. Il porporato ha detto che i cristiani oggi devono far fronte a tre “sfide”: quella della “identità”, con le domande “chi è il mio Dio? La mia vita è in sintonia con le mie convinzioni?”; quella della “alterità”, col pensiero che “colui che pratica una religione diversa dalla mia, non è necessariamente un nemico, ma piuttosto un pellegrino della verità”; quella del “pluralismo”, col pensiero che “Dio opera in ogni persona, attraverso vie che solo Lui conosce”. Secondo il cardinale, “non si tratta di mettere tra parentesi la nostra fede, di arretrare di fronte alle persecuzioni e alle discriminazione” ma “denunciare con il massimo vigore la violenza”, aggiungendo che non mancano segni di speranza: “La rete televisiva Al Jazeera ha praticamente trasmesso in diretta i diversi incontri del viaggio apostolico del Papa in Libano, il cui messaggio ha potuto raggiungere così milioni di famiglie musulmane”. “Il cuore di Dio misericordioso parla al cuore dell‘uomo”. Per questo “la devozione alla Divina Misericordia” può essere “una delle vie” per la nuova evangelizzazione, ha affermato nel suo intervento il card. Dziwisz. Con riferimento all’"Instrumentum laboris", e alla necessità di “aiutare l’uomo ad uscire dal ‘deserto interiore’”, l’arcivescovo ha osservato che oggi la Chiesa “parla in modo più efficace quando si esprime col messaggio della Divina Misericordia” che tocca “il cuore dell’uomo chiuso in se stesso, impelagato nel peccato ed in un’apparente autosufficienza, ma invece in cerca di senso della vita e di motivi di speranza”. Proprio a Cracovia, segnata nel secolo scorso “dal dominio di sistemi totalitari atei e come tali disumani”, ha proseguito il porporato, “si fece sentire l’invocazione della misericordia”. Attraverso “un’umile religiosa, santa Faustina Kowalska”, e “un saggio e santo pastore, il card. Karol Wojtyla - Giovanni Paolo”, l’eterna verità “su Dio ‘ricco di misericordia’” è risuonata “nell’agitato mondo di oggi”. Secondo il card. Dziwisz, l’uomo è “riuscito a salvare in sé la sensibilità per una misericordia disinteressata. E proprio essa, la misericordia di Dio che si china sulla sua sorte, è in grado di farsi sentire e di toccare le corde più profonde del cuore umano”. Tra gli interventi seguiti a quelli del primate anglicano Willimas, c'è stato quello dellf'rcivescovo di Dublin, Diarmuid Martin, il quale ha voluto dare testimonianza della fratellanza mostrata dagli anglicani d'Irlanda con la Chiesa Cattolica in quel Paese, in momenti difficili segnati non solo dalle sfide della secolarizzazione, ma dagli scandali che ne hanno macchiato l'immagine. A conclusione dei lavori il cardinale presidente delegato ha informato i padri sinodali della pubblicazione dello speciale de L'Osservatore Romano sul Concilio Vaticano II, offerto a ciascuno dei partecipanti al Sinodo nelle edizioni in italiano e in inglese dalla Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici e dal giornale, insieme con un rosario, dono della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, da utilizzare durante la processione che si tiene questa sera a San Pietro.

SIR, L'Osservatore Romano

CIRCOLI MINORI - PRIMA SESSIONE

QUINTA CONGREGAZIONE GENERALE

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