Un Sinodo un po' troppo generalista: dai vescovi tante solenni dichiarazioni d’intenti ma poche indicazioni concrete. Le osservazioni più apprezzate e realistiche quelle pronunciate da Tommaso Spinelli, il più giovane dei partecipanti

Una blanda autocritica per gli scandali e un generico appello al rilancio della fede. Tante solenni dichiarazioni di intenti ma poche soluzioni concrete alle questioni più spinose sul tappeto. La montagna (il Sinodo dei vescovi per la nuova evangelizzazione) ha partorito il topolino (le 58 "propositiones" finali approvate ieri). Insomma, uno sguardo complessivo su secolarizzazione e Concilio Vaticano II, diritti umani e libertà religiosa, immigrati e dottrina sociale, catechesi e teologia, poveri pietà popolare, movimenti e parrocchie, ecumenismo e dialogo con la scienza, vita consacrata e ruolo dei giovani. Dai rappresentanti degli episcopati mondiali convocati a Roma sono arrivate poche indicazioni attuabili o prese di posizione che incideranno davvero sul governo della Chiesa "global" del terzo millennio. E la stessa forma del dibattito a tutto campo è apparsa dispersiva e inadeguata alla complessità dei problemi attuali della comunità mondiale dei credenti. Dunque, un'impostazione dei lavori eccessivamente macchinosa e un taglio troppo "generalista": troppa carne al fuoco, si sono lamentati alcuni Padri sinodali. Forse da un'assise con funzioni esclusivamente consultive non era lecito aspettarsi di più, ma significativamente in una struttura ecclesiastica burocratizzata e rimasta sostanzialmente incompiuta rispetto all'intuizione iniziale di Paolo VI, le osservazioni più apprezzate e realistiche sono state quelle pronunciate nell'aula da Tommaso Spinelli, il più giovane dei partecipanti, sulla necessità di ritrovare un entusiasmo che si sta spegnendo di fronte alle rigidità strutturali, ai carrierismi dei prelati e all'esempio negativo con cui parte della classe dirigente ecclesiastica contraddice i modelli della "purificazione" e della Chiesa povera indicati da Benedetto XVI. Le varie proposte emerse nel corso di tre settimane di discussioni vengono condensate in proposte che ora il Papa recepirà nell'Esortazione Apostolica che (tra diversi mesi) concluderà formalmente l'assemblea. Le "propositiones" (inizialmente 326 poi riassunte in 58) ripetono i temi già affrontati nel messaggio conclusivo ("nuntius") presentato venerdì dal card. Giuseppe Betori in Vaticano. In più rispetto al Messaggio c'è solo la "propositio" 49, in cui compare un accenno autocritico, per quanto generico, ai recenti scandali che hanno investito la Chiesa. "Di fronte agli scandali che hanno riguardato la vita sacerdotale e il ministero, per i quali ci rammarichiamo profondamente - si legge in trasparente riferimento alla pedofilia - proponiamo tuttavia di ringraziare e incoraggiare al fedele servizio di così tanti preti". Un tema che aveva sollevato molti interventi di Padri sinodali, quello delle coppie divorziate risposate, viene trattato all'interno di una 'propositio' sulla "famiglia cristiana" (48): "La nuova evangelizzazione deve cercare di affrontare significativi problemi pastorali attorno al matrimonio, il caso dei divorziati e risposati, la situazione dei loro figli, il destino delle spose abbandonate, le coppie che vivono al di fuori del matrimonio e la tendenza nella società a ridefinire il matrimonio". Due 'propositiones' sono dedicate, rispettivamente, al Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione di mons. Rino Fisichella e al 'Cortile dei gentili' del card. Gianfranco Ravasi. Il documento è stato approvato a maggioranza dai Padri sinodali in una votazione in cui una ventina di presuli si sono astenuti. "Il testo ufficiale in latino dell'elenco finale delle Proposizioni delle Assemblee generali ordinarie del Sinodo dei vescovi, oggetto di voto personale da parte dei Padri sinodali - sottolinea l'introduzione - è destinato al Sommo Pontefice, al quale viene debitamente consegnato. Tale testo per sua natura è riservato e non viene pubblicato per rispettare il carattere consultivo e propositivo dell'Assise sinodale. Per benevola decisione il Santo Padre Benedetto XVI - prosegue il teso - concede in questa occasione che una versione in lingua inglese, provvisoria, ufficiosa e non ufficiale, a cura della Segreteria Generale del Sinodo dei vescovi, venga pubblicata nel Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede". Del resto già nell'introduzione si mettevano le mani avanti ricordando che "le Proposizioni nascono in un determinato momento del processo sinodale aperto all'eventuale promulgazione di un documento pontificio. Esse non esauriscono la ricchezza degli apporti dei 'Lineamenta', dell''Instrumentum laboris', della 'Disceptatio 'in aula, della 'Relatio ante disceptationem' e della 'Relatio post disceptationem' e del Messaggio ('Nuntius')".

Giacomo Galeazzi, Vatican Insider 

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