giovedì 1 novembre 2012

Cambia la Prefettura della Casa Pontificia: entro il fine settimana la nomina del nuovo Elimosiniere apostolico, prima del Concistoro la nomina del nuovo prefetto. Tutti i candidati

Il primo cambio in vista nella Famiglia Pontificia dovrebbe essere annunciato questo fine settimana, con la nomina del nuovo Elemosiniere che sostituirà l’arcivescovo spagnolo Félix del Blanco Prieto. La scelta di Benedetto XVI sarebbe caduta sull’attuale segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", mons. Guido Pozzo. Ma nel giro di un mese altre nomine sono in arrivo. L’inclusione a sorpresa dell’arcivescovo statunitense James Michael Harvey (nella foto con Benedetto XVI), 63 anni, nella lista dei sei nuovi cardinali che saranno creati il prossimo 24 novembre lascia ora vacante l’incarico di prefetto della Casa Pontificia e dunque "regolatore" delle udienze. Harvey è destinato, lo ha annunciato lo stesso Pontefice, a diventare arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura, al posto del card. Francesco Monterisi, le cui dimissioni per raggiunti limiti d’età non sono ancora state accettate. Le Basiliche sono state nel recente passato luoghi d’approdo per prelati che avevano già raggiunto i 75 anni (come accaduto per lo stesso Monterisi) e che vi rimanevano solitamente fino agli ottanta se non oltre, come nel caso del card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, dimesso quasi ottantaquattrenne. Chi prenderà il posto di Harvey accanto al Papa come prefetto della Casa Pontificia? C’è chi ha ipotizzato che, sostituendo il prelato americano, Benedetto XVI abbia voluto preparare il posto per il suo segretario particolare, mons. Georg Gänswein, il cui ruolo verrebbe rafforzato nell’organigramma vaticano: già Papa Wojtyla, nel 1998, decise infatti di ordinare vescovo il suo segretario particolare don Stanislaw Dziwisz, nominandolo prefetto aggiunto della casa Pontificia accanto ad Harvey e mantenendolo al contempo accanto a sé nell’appartamento papale. Ma non è affatto detto che Papa Ratzinger in questo voglia seguire l’esempio del predecessore. Oltre le mura sono altri i nomi che circolano come possibili candidati per la successione di Harvey. Il primo è quello dell’arcivescovo croato Petar Rajic, 53 anni, nunzio negli Emirati Arabi e nello Yemen. Rajic dopo aver lavorato per anni nell’Ufficio delle comunicazioni della Segreteria di Stato, era diventato prelato d’anticamera e dunque aveva lavorato accanto ad Harvey facendosi conoscere dall’entourage più stretto del Pontefice. Un altro nome che circola è quello del francese Nicolas Henry Thevenin, 56 anni, già segretario particolare del card. Tarcisio Bertone e attualmente prelato d’anticamera. Un terzo nome, infine, è quello dell’attuale reggente della Casa Pontificia, ancora fresco di nomina, il rogazionista padre Leonardo Sapienza, attorno al quale ha ruotato in questi anni buona parte del lavoro relativo alle udienze papali. In ogni caso non si prevede che l’annuncio venga dato prima del Concistoro di novembre e c’è anche chi si aspetta qualche mossa a sorpresa da parte del Pontefice per ridisegnare l’organigramma dei suoi collaboratori dopo lo scandalo Vatileaks. Nelle prossime settimane è atteso anche l’annuncio delle nomine di nuovi nunzi apostolici e del trasferimento di altri diplomatici pontifici da una sede all’altra. Tra le sedi vacanti ci sono l’Uganda e il Nicaragua. Tra i candidati a lasciare il Vaticano per assumere il delicato incarico di rappresentante del Papa ci sono lo stesso Thevenin, che potrebbe essere destinato a una sede latinoamericana, e l’attuale capo del Protocollo della Segreteria di Stato, Fortunatus Nwachukwu.

Andrea Tornielli, Vatican Insider
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