venerdì 2 novembre 2012

Domani il card. Cañizares presiede nella Basilica Vaticana la Messa per i partecipanti al pellegrinaggio 'Una cum Papa nostro': ho accettato perchè è un modo per far comprendere che è normale l’uso del Messale del 1962

Con l'approvazione di Benedetto XVI, domani sarà il card. Antonio Cañizares Llovera (foto) a presiedere nella Basilica di San Pietro la Messa in lingua latina, e con il vecchio rito, per i fedeli che partecipano al pellegrinaggio "Una cum Papa nostro" indetto da numerosi organismi e associazioni tradizionaliste che intendono esprimere la loro gratitudine a Benedetto XVI per aver liberalizzato l'uso del Messale pre-conciliare con il Motu Proprio "Summorum Pontificum" del 2007. "Ho accettato volentieri di celebrare la Messa di sabato prossimo per i pellegrini venuti a ringraziare il Papa per il dono del Motu Proprio", afferma il cardinale spagnolo al sito Vatican Insider che ha annunciato la presenza alla celebrazione anche dell'arcivescovo Augustine Di Noia, vicepresidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei". Per il card. Canizares, applicare il "Summorum Pontificum" rappresenta anche in questa circostanza, che riaccende clamorosamente i riflettori sull'antico Messale di fatto abbandonato per quasi mezzo secolo e recuperato 5 anni fa da Benedetto XVI, "un modo per far comprendere che e' normale usare la forma straordinaria dell'unico rito romano". "Il Motu Proprio di cinque anni fa - spiega - ha riconosciuto il valore della liturgia celebrata secondo il Messale del Beato Giovanni XXIII  sottolineando la continuità della tradizione nel rito romano. Riconoscendo la liturgia precedente si comprende che nel riformare non si nega ciò che era in uso precedentemente". "Ho accettato di presiedere il rito - tiene a chiarire Cañizares - perchè è un modo per far comprendere che è normale l’uso del Messale del 1962: esistono due forme dello stesso rito, ma è lo stesso rito e dunque è normale usarlo nella celebrazione". "Ho già celebrato diverse volte - racconta l'ex primate di Spagna - con il Messale del Beato Giovanni XXIII e lo farò volentieri anche questa volta". Infatti, "la Congregazione della quale il Papa mi ha chiamato ad essere prefetto non ha nulla in contrario all’uso della liturgia antica, anche se il compito proprio del nostro dicastero è di approfondire il significato del rinnovamento liturgico secondo le direttive della Costituzione 'Sacrosanctum Concilium' e dunque di metterci sulla scia del Concilio Vaticano II". "A questo proposito - precisa il porporato - bisogna dire che anche la forma straordinaria del rito romano deve essere illuminata da quella costituzione conciliare, che nei primi dieci paragrafi approfondisce il vero spirito della liturgia e dunque vale per tutti i riti". A 5 anni dal Motu Proprio, si rallegra infine Cañizares, "poco a poco si comincia a comprendere come la liturgia è fondamentale nella Chiesa e noi dobbiamo ravvivare il senso del mistero e del sacro nelle nostre celebrazioni". Trascorso questo periodo iniziale, al capo dicastero sembra infine che "si possa meglio comprendere come non si tratti soltanto di alcuni fedeli che vivono nella nostalgia del latino, ma che si tratti di approfondire il senso della liturgia". "Tutti - conclude Cañizares - siamo Chiesa, tutti viviamo la stessa comunione. Il Papa Benedetto XVI lo ha spiegato molto bene e nel primo anniversario del Motu Proprio ha ricordato che 'nessuno è di troppo nella Chiesa'".

Agi

Card. Cañizares: celebro in rito antico per far comprendere che è normale usarlo