mercoledì 7 novembre 2012

René Brülhart, esperto antiriciclaggio da qualche mese collaboratore della Santa Sede, è stato nominato direttore dell'Autorità di Informazione Finziaria, al posto di Francesco De Pasquale, diventato membro del Consiglio direttivo

L’avvocato Francesco De Pasquale, funzionario con lunga esperienza nell’Ufficio italiano cambi e Banca d’Italia, dal giugno del 2011 direttore dell’Autorità di Informazione Finanziaria, è diventato membro del Consiglio Direttivo della medesima Autorità che, come è noto, oltre al presidente, card. Attilio Nicora, comprende il prof. Condemi, il prof. Dalla Torre, il prof. Bianchi e il dott. Testa. Per succedergli, il card. Nicora ha nominato il dott. René Brülhart. Questi, già direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria del Liechtenstein e vicepresidente del Gruppo Egmont, la rete internazionale di unità di informazione finanziaria, da settembre di quest’anno è consigliere della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Con la promozione dell’avvocato De Pasquale nel Consiglio Direttivo e la nomina del dott. Brülhart a direttore, l’AIF potenzia la sua organizzazione interna. Inoltre, ciò rappresenta un ulteriore passo, nel processo di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. La nomina sancisce il ruolo sempre più importante di Brülhart nelle dinamiche interne al Vaticano, a motivo dell’esperienza e della competenza specifica già da lui acquisita alla guida dell’organismo antiriciclaggio del Liechtenstein. Nei giorni scorsi The Economist aveva scritto di lui: "Il suo successo, combinato con il suo bell’aspetto", ha fatto sì che il quarantenne avvocato svizzero fosse definito "il James Bond del mondo finanziario". Nello stesso articolo, The Economist scriveva che l’obiettivo di Brülhart è quello "di creare un’autorità di supervisione che sia veramente indipendente per la Banca vaticana e l’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede", dato che l’AIF, con la normativa ora vigente, "manca del potere legale e della necessaria indipendenza per monitorare e sanzionare" le istituzioni vaticane che gestiscono finanze e patrimonio. La sostituzione di De Pasquale, che pure viene promosso nel Consiglio direttivo dell’AIF, segna un ridimensionamento operativo degli uomini provenienti da Bankitalia, la cui influenza, propiziata dall’allora presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, era stata considerata eccessiva. Come attestava lo scorso 4 agosto l’avvocato Jeffrey Lena, uno dei membri della task force che tra dicembre e gennaio dell’anno scorso riscrisse la legge antiriciclaggio, intervistato da Vatican Insider: "In termini di attività finanziaria, lo IOR ha rapporti in più di cento paesi, ha relazioni bancarie con quaranta di essi e mantiene rapporti con gli enti finanziarie di tutti i membri dell’Unione Europea. A me risulta, però, che solo uno di questi paesi tratti il Vaticano con disparità, cioè come 'non equivalente' in materia di antiriciclaggio". Questo paese è l’Italia. La nomina di Brülhart segna dunque anche un passo nel segno dell’internazionalizzazione, per rendere meno legata alle vicende italiane la gestione delle finanze vaticane. E segna anche il rafforzamento del ruolo della Segreteria di Stato, in particolare della II Sezione, e della direzione impressa dal sottosegretario Ettore Balestrero, il quale lo scorso luglio ha guidato la delegazione della Santa Sede all’assemblea di Moneyval che ha preso atto dei passi in avanti fatti dal Vaticano segnalando però anche le molte cose ancora fare per corrispondere ai parametri internazionali.

Radio Vaticana - Andrea Tornielli, Vatican Insider
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