Memoria del Santissimo Nome di Gesù. Il Magistero del Papa: Egli ha portato nel mondo il seme dell’amore e della pace, più forte del seme dell’odio e della violenza, più forte perché il suo Nome è superiore ad ogni altro nome

La Chiesa celebra oggi la memoria del Santissimo Nome di Gesù. Una devozione che risale ai primi tempi del Cristianesimo e che deve la sua diffusione soprattutto a San Bernardino da Siena. Nel 1530 Clemente VII autorizzò l'Ordine francescano a recitare l'Ufficio del Santissimo Nome di Gesù. Giovanni Paolo II ha ripristinato al 3 gennaio la memoria facoltativa nel Calendario Romano. “Comunicare il nome significa entrare in relazione con l’altro”. E’ questa la semplice e, al tempo stesso, straordinaria esperienza che ogni persona può sperimentare. Lo sanno bene i genitori quando per la prima volta chiamano per nome il proprio figlio. Un’emozione che anche Maria e Giuseppe hanno provato. E ancor di più, molto di più, perché, come sottolinea Benedetto XVI, quel Nome veniva dato “per volere di Dio”. La rivelazione del nome divino, osserva, “significa dunque che Dio, che è infinito e sussiste in se stesso, entra nell’intreccio di relazioni degli uomini”. Dio, soggiunge, “esce da se stesso e diventa uno di noi”. Per questo, sottolinea, “in Israele sotto il nome di Dio non si è visto solo un termine avvolto di mistero, ma il fatto dell’essere-con-noi di Dio”. Essere con noi per salvarci: “Sì, questo significa il nome di quel Bambino, il nome che, per volere di Dio, gli hanno dato Maria e Giuseppe: si chiama Gesù che significa ‘Salvatore’. Egli è stato inviato da Dio Padre per salvarci soprattutto dal male profondo, radicato nell’uomo e nella storia: quel male che è la separazione da Dio, l’orgoglio presuntuoso di fare da sé, di mettersi in concorrenza con Dio e sostituirsi a Lui, di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di essere il padrone della vita e della morte” ("Urbi et Orbi" - Natale 2011).
Il Papa sottolinea la straordinarietà di questo Dio talmente vicino a noi “che può essere da noi chiamato” per nome. Quel Nome, Gesù, ci mostra che “Egli, l’Infinito e l’Inafferrabile per la nostra ragione", è "il Dio vicino che ama, il Dio che noi possiamo conoscere ed amare”. Donandoci Gesù, ribadisce il Papa, Dio “ci dona tutto: il suo amore, la sua vita, la luce della verità, il perdono dei peccati, ci ha donato la pace”.
“Sì, Gesù Cristo è la nostra pace. Egli ha portato nel mondo il seme dell’amore e della pace, più forte del seme dell’odio e della violenza; più forte perché il Nome di Gesù è superiore ad ogni altro nome…Egli stesso sarà la pace” (Angelus, 1° gennaio 2011).

Radio Vaticana

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