mercoledì 6 maggio 2009

Benedetto XVI: la nostra fede comincia con lo stupore della creazione. Nell'incarnazione la materia ha ricevuto grande dignità

“Anche la nostra fede comincia con lo stupore della creazione, della bellezza di Dio che si fa visibile” ma questa contemplazione naturale “non è ottimismo ingenuo: tiene conto della ferita inferta alla natura umana” dal peccato originale, “una libertà di scelta voluta da Dio e utilizzata impropriamente dall’uomo con tutte le conseguenze di disarmonia diffusa che ne sono derivate”: è la riflessione del Papa nel corso dell’Udienza generale in Piazza San Pietro. Benedetto XVI nella sua catechesi ha parlato di San Giovanni Damasceno, vissuto a cavallo del 700, “grande dottore della Chiesa universale” e “testimone oculare del trapasso dalla cultura greca-siriaca alla cultura dell’Islam” nel Vicino Oriente. Monaco a San Saba, vicino a Gerusalemme, fu difensore della venerazione delle immagini sacre, e con lui si hanno i “primi tentativi teologici di legittimazione” di questa venerazione, collegandola al mistero dell’incarnazione. Le sollecitazioni di San Giovanni Damasceno “sono di estrema attualità” ha detto il Papa, sottolineando la “grandissima dignità che la materia ha ricevuto nell’incarnazione, divenendo nella fede segno e sacramento, strumento efficace dell’incontro con Dio”. “Non offendere la materia: essa non è spregevole, perché niente di ciò che Dio ha fatto è spregevole”. E’ una delle frasi più attuali di san Giovanni Damasceno. Così il culto delle immagini “appartiene semplicemente alla fede cristiana, alla fede a quel Dio che si è fatto carne e si è reso visibile”. La stessa dottrina sacramentale della Chiesa “prevede che elementi materiali presi dalla natura possano divenare tramite di grazia in virtù dell’invocazione dello Spirito, accompagnata dalla confessione della vera fede”. L’elemento naturale e materiale ha dunque spazio di diritto nella fede cristiana. Riferendosi alle opere create da Dio, il Papa ha invitato a “lodare e accettare, superando la tentazione di individuare in esse aspetti che a molti sembrano ingiusti e iniqui, e ammettendo invece che il progetto di Dio va al di là della capacità conoscitiva e comprensiva dell’uomo, mentre al contrario solo Dio conosce nostri pensieri e nostre azioni e perfino il nostro futuro”. “L’ottimismo di questa contemplazione naturale - ha specificato Benedetto XVI -, questo vedere nella creazione visibile il buono, il bello e il vero, questo ottimismo cristiano non è un ottimismo ingenuo: tiene conto della ferita inferta all natura umana da una libertà di scelta voluta da Dio e utilizzata impropriamente dall’uomo, con tutte le conseguenze di disarmonia diffusa che ne sono derivate”. Da qui “l’esigenza che la natura - in cui si riflette la bontà e la bellezza di Dio, ma che è ferita dalla nostra colpa - fosse rinforzata e rinnovata dalla discesa del Figlio di Dio nella carne”. Ha concluso il Papa: “Vediamo la bellezza della creazione, vediamo la distruzione fatta dalla colpa umana, ma vediamo nel Figlio di Dio che discende per rinnovare la natura il ‘mare dell’amore di Dio per l’uomo’. Egli stesso lottò per la sua creatura e il Figlio di Dio passò i cieli e discese presso i suoi servi, compiendo la cosa più nuova di tutte, l’unica cosa davvero nuova sotto il sole”.
Il Papa ha poi salutato i medici cattolici presenti in piazza San Pietro. "La vostra opera, che si pone al servizio dell'essere umano dal suo concepimento fino al suo termine naturale - ha detto Benedetto XVI al momento di salutare i pellegrini di lingua italiana - sia sempre eloquente testimonianza di solidarietà umana e cristiana. Proseguite pertanto con generosità nel vostro prezioso servizio alla vita, valore fondamentale nel quale si rispecchiano la sapienza e l'amore di Dio", ha detto. "Il vostro lavoro sia arricchito ogni giorno di profondo spirito di fede e animato da fedeltà e coerenza con i principi che debbono ispirare l'attività di ogni medico". All'udienza sono presenti, tra gli altri, i rappresentanti della Federazione Cisl medici, guidati dal loro segretario generale Giuseppe Garraffo.

L’UDIENZA GENERALE - il testo integrale della catechesi e dei saluti del Papa