giovedì 10 settembre 2009

Sinodo dei vescovi per l'Africa. Padre Zanotelli: si levi un grido a favore dei poveri. Marelli: un occasione per far parlare il continente ai media

Il prossimo Sinodo dei vescovi sull'Africa, che si terrà in Vaticano dal 4 al 25 ottobre, è un'occasione unica per la Chiesa di recuperare il proprio ruolo ''profetico'' e al fianco dei poveri e per il Continente di prendere in mano ed affrontare i propri problemi: è quanto emerso da una conferenza stampa su ''Riconciliazione, giustizia e pace per l'Africa'', organizzata questa mattina dalla Conferenza degli Istituti Missionari in Italia (Cimi), dalla Federazione riviste missionarie italiane (Fesmi), dall'Associazione delle Ong italiane e dall'Unione stampa cattolica (Ucsi) del Lazio presso la sede dell'Azione Cattolica. All'incontro hanno hanno partecipato il missionario comboiano padre Alex Zanotelli, Sergio Marelli, direttore generale della Focsiv e Presidente dell'Associazione delle Ong italiane, padre Fernando Zolli del Cimi, Filomeno Lopez, filosofo e giornalista della Radio Vaticana, coordinati da Vania De Luca, presidente dell'Ucsi Lazio. ''Dal prossimo Sinodo per l'Africa - è stato l'auspicio di padre Zanotelli - si levi un forte grido a favore dei 'miserabili della terra'''. Il missionario ha ricordato i problemi che maggiormente affliggono l'Africa, dalle guerre e alla tratta di esseri umani, dalla ''questione del debito, di fronte alla quale l'Occidente rimane indifferente'' al commercio delle armi, dall'espansione dei biocarburanti che sottraggono terra alla produzione di generi alimentari ai trattati di libero commercio voluti dall'Unione Europea (Epa) che soffocano le imprese e i produttori africani, fino ai mutamenti climatici che provocheranno, secondo l'Onu, 250 milioni di rifugiati entro il 2050. L'Africa, ha concluso Zanotelli, è il Continente più ricco al mondo, ma anche più violato: ''La sua ricchezza è la sua maledizione''.
E' ''falso e fuorviante'' parlare di una 'rinascita' dell'Africa facendo ''la radiografia del continente'' con i soli ''indici macroeconomici''. Lo ha detto Sergio Marelli, nel suo intervento durante la conferenza stampa. I dati economici, ha fatto notare Marelli, indicano che l'Africa ha avuto un ritmo di crescita del 5-6% annuo del Pil, dovuto principalmente all'estrazione di petrolio e alla produzione agricola pensata per l'export. ''Peccato - ha per aggiunto - che l'80% della popolazione africana non abbia alcuna ricaduta da queste risorse; al contrario, avverte oggi il peso della crisi, che si manifesta come diminuzione degli aiuti internazionali, meno investimenti diretti delle imprese, riduzione delle rimesse dei migranti e svalutazione economica''. Il futuro ''si prospetta ancora peggiore'' ed ecco dunque, ha concluso Marelli, che è ora di chiedere ''scelte precise e profetiche ai governanti e ad ognuno di noi''. Di qui l'appello a fare del prossimo Sinodo per l'Africa un'occasione per ''far parlare'' il Continente e ''farlo ascoltare dai media''. In questo contesto, l'"Instrumentum laboris", la traccia di lavoro elaborata dal Vaticano per il Sinodo, è un ''documento in controtendenza, di rottura'' con il quale ''la Chiesa si riappropria di un ruolo profetico, interpretando la voce del popolo. E' una grande denuncia che interroga vescovi e laici''.

Asca