Un milione di fedeli prenotati per l'Ostensione della Sindone ma forse ne arriveranno il doppio. Il 2 maggio il pellegrino più atteso, Benedetto XVI

C’è persino una squadra di alpinisti al lavorare dentro al Duomo di Torino per preparare l’Ostensione della Sindone. Il card. Poletto li ha chiamati per far otturare ogni fonte di luce diffusa, soprattutto le finestrelle in alto ma anche i più piccoli pertugi. Il sacro telo, la reliquia più preziosa della cristianità, rischia di sbiadirsi a contatto con la luce naturale, quindi per evitare il rischio di danneggiarla è stato predisposto un piano davvero particolare. Innanzitutto la Sindone sarà esposta dentro una teca in una atmosfera di argon, un gas nobile dato che l’ossigeno potrebbe causare problemi di ossidazione. "In questo modo si impedisce l’inscurimento del telo" ha spiegato mons. Giuseppe Ghiberti, presidente della commissione diocesana istituita proprio per l’evento mondiale. Secondo le previsioni attirerà a Torino almeno due milioni di pellegrini, da ogni parte del mondo. Le prenotazioni sono già iniziate a fioccare al numero verde predisposto per l’occasione. "Siamo già arrivati al milione". Dal 10 aprile al 23 maggio prossimo Regione Piemonte, Comune di Torino, la curia diocesana saranno massimamente impegnati da affrontare una fiumana di visitatori. Fiorenzo Alfieri, presidente del comitato della Sindone e assessore alla cultura di Torino annuncia: "Le prenotazioni dall’estero sono quasi 65 mila". In testa Francia e Spagna. I visitatori potranno fermarsi a guardare il sacro telo per soli 3 minuti. Un serpentone di gente, disciplinata e paziente, aspetterà il suo turno. Tutta la “macchina” dell’accoglienza per l’Ostensione 2010 poggia su circa 4.500 volontari. “Coloro che collaborano a questo evento – ha sottolineato Maurizio Bardello, direttore del Comitato per l’Ostensione – lo fanno a titolo gratuito”. L’organizzazione, inoltre “è stata improntata a criteri di sobrietà, con costi contenuti ed evitando ogni forma di spreco. E’ infatti previsto un ampio impiego di prodotti riutilizzabili e una parte delle opere in corso di realizzazione hanno carattere permanente, come gli interventi effettuati a Palazzo Chiablese dove i pellegrini potranno fermarsi per l’adorazione eucaristica e accostarsi al sacramento della confessione”. Oltre agli aspetti economici, particolare attenzione è stata data al rispetto dell’ambiente con l’impiego di materiali ecocompatibili e l’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale. “Proprio per ridurre l’effetto sulla città dell’arrivo dei circa 20.000 pullman previsti – ha detto Bardello – ad ognuno di essi verrà chiesto un contributo economico di 30 euro destinato esclusivamente a piantare nuovi alberi”. “Il percorso che i pellegrini compiranno per raggiungere il Duomo – ha spiegato Alfieri – prevede il passaggio attraverso i Giardini reali bassi e la Manica nuova di Palazzo reale per sbucare nell’area del Teatro romano e risalire fino al piazzale del campanile del Duomo. Qui sarà realizzato il padiglione della 'prelettura', cioè un percorso con immagini e spiegazioni che preparano alla visione della Sindone, al termine del quale si entrerà in Duomo”. “Il percorso – ha aggiunto – avrà un unico ingresso, poggerà su pedane e sarà protetto, coperto e senza barriere architettoniche. Vi si accederà con il biglietto di prenotazione ma nel punto di accoglienza per pellegrini e turisti di piazza Castello verranno rilasciate anche prenotazioni 'immediate' a seconda della disponibilità dei posti”. All’interno del Duomo “il percorso si svilupperà su tre livelli per consentire al maggior numero di persone possibile di vedere la Sindone in maniera ottimale”. Potranno vedere la Sindone restaurata, dopo l’intervento conservativo operato nel 2002, grazie al quale il tessuto "è stato ripulito" e sono state tolte le toppe applicate dalle suore di Chambery nel 1534, dopo l’incendio devastante che la danneggiò. "Il pericolo è che con l’ossidazione, il colore del telo si fa più scuro e l’immagine meno chiara" spiega mons. Ghiberti. La visita più attesa sarà quella di Benedetto XVI, domenica 2 maggio. Il Pontefice celebrerà anche la Santa Messa nella centrale Piazza san Carlo. Un mistero, quello della Sindone, che va avanti da secoli e secoli, che continua a dividere. Se per i cattolici "è lo specchio del racconto letterario contenuto nei Vangeli, e già questo sarebbe motivo di enorme interesse, al di là delle dispute scientifiche", sottolinea Ghiberti, per chi non crede si tratta solo un falso medievale. Un esame, il C14, effettuato una ventina d’anni fa col quale si stabilì che si trattava di un oggetto medievale anche se successivamente gli esiti degli esami effettuati vennero confutati. Nei calcoli non si sarebbe tenuto conto del carbonio presente nelle fibre di lino per via dell’incendio nel XVI secolo. "Tanto più si decifra questa immagine, tanto più si resta coinvolti" afferma mons. Ghiberti. Di fatto nessuno scienziato è ancora riuscito a rispondere ad una semplice domanda: come si è formata una immagine del genere? "Fino ad ora nessuno ha dato una risposta definitiva" aggiunge il prelato, smentando anche la recente tesi della storica Barbara Frale secondo la quale sarebbero state trovate sul telo iscrizioni in aramaico risalenti ai momenti della morte di Gesù. "È una pista già percorsa qualche tempo fa. E, secondo gli scienziati, non è una pista buona. Ora è stata recuperata e inserita in un testo divulgativo dalla Frale". E’ possibile che dopo l’Ostensione la Santa Sede prenda in considerazione l’ipotesi di effettuare nuovi test. Annuncia mons. Ghiberti: "Al momento nessuna decisione è stata presa, ma forse dopo l’Ostensione si potrebbe aprire di nuovo il discorso".

Franca Giansoldati, Il Messaggero.it - Zenit

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