mercoledì 27 aprile 2011

Il Papa a Lamezia Terme e Serra San Bruno. Mons. Cantafora: provochi un sussulto di speranza ed alimenti l'impegno di tutti nella sfida educativa

"La visita pastorale del Santo Padre Benedetto XVI a Lamezia Terme il nove ottobre prossimo è un evento storico che va colto nel suo spessore spirituale: è il Signore che ci visita attraverso la persona del successore di Pietro". E' un passaggio della lettera inviata ai fedeli della diocesi di Lamezia Terme dal vescovo Luigi Cantafora. "La notizia della visita - aggiunge - ci ha raggiunto come un dono inaspettato e sarà una grazia per rilanciare il cammino avviato, per dare un nuovo ardore ed un respiro più ampio alla nostra vita pastorale". Nella missiva il presule parla delle "paralisi sociali del nostro Sud, piagato e rassegnato, e di un certo immobilismo del nostro territorio. Sono realtà con le quali quotidianamente dobbiamo confrontarci, perché condizionano la vita di tutti, piccoli e grandi. Sappiamo bene che questo non è il nostro vero e unico volto, tuttavia diverse piaghe sociali ci impediscono di esprimere al meglio le nostre belle potenzialità". "Le paralisi della nostra terra - prosegue - non sono riassumibili in un semplice problema economico: vi è in esse una dimensione più profonda, che è di carattere etico, culturale e antropologico. Le piaghe che si constatano a livello sociale, sia nel Mezzogiorno che a livello globale, possono essere chiamate, con un'espressione usata da Giovanni Paolo II, 'strutture di peccato': apparati di potere, sistemi economici e finanziari, correnti culturali, frange istituzionali deviate, mafie e gruppi criminali. I vari cancri che affliggono il Mezzogiorno si combattono alla radice con una terapia a base di Vangelo. Non si vogliono qui affatto negare le altre responsabilità a tutti livelli, compreso quello istituzionale. Ma ognuno è chiamato a fare la sua parte e, come Chiesa che vive in Lamezia, anche noi siamo chiamati ad accogliere la sfida educativa come la più decisiva per lo sviluppo integrale del Sud". "Nostro auspicio - conclude il presule - è che la venuta di Benedetto XVI, il cammino di preparazione e quello successivo alla sua visita, provochino un sussulto di speranza ed alimentino l'impegno di tutti nella sfida educativa".

Telereggio Calabria.it

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