martedì 13 settembre 2011

Siamo all'assurdo: associazioni di vittime di preti pedofili denunciano il Papa alla Corte dell'Aja per crimini contro l'umanità. Vaticano: no comment

No comment. E' questa la posizione a cui, almeno per il momento, la Santa Sede, interpellata in merito, ritiene di volersi attenere rispetto al ricorso di un gruppo di associazioni delle vittime di preti pedofili, che ha depositato oggi presso la Corte penale internazionale dell'Aja, in cui accusa Benedetto XVI, il cardinale segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, il suo predecessore Angelo Sodano e il prefetto della Congregazione per la Dottrina delle Fede William Levada di crimini contro l'umanità per la presunta copertura dei reati commessi da ecclesiastici contro i minori. A promuovere l'iniziativa, che non ha precedenti, davanti alla Corte penale internazionale sono state in particolare due organizzazioni americane, il Centro per i diritti costituzionali, e la Snap, rete di vittime di abusi sessuali da parte dei preti. I loro avvocati hanno presentato alla Corte dell'Aja un docomento di 80 pagine e hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale si sarebbe reso necessario "poichè le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero". Secondo queste organizzazioni il Vaticano tollererebbe e permetterebbe "la sistematica e diffusa protezione" di chi commette abusi e molestie su minori. I rappresentanti statunitensi ed europei dell'associazione hanno lanciato per i prossimi giorni un tour europeo che li porterà a toccare le principali capitali del Vecchio Continente. Il ricorso, a quanto apprende l'agenzia Ansa, riguarda in particolare cinque casi di abusi sessuali avvenuti in Congo e negli Stati Uniti e commessi da religiosi provenienti dal Belgio, dall'India e dagli Usa. Sarà ora il procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, a dover decidere se accogliere o meno il ricorso andando incontro al rischio di sollevare un acceso quanto delicato dibattito sul ruolo e le competenze della Corte penale internazionale. La speranza dei ricorrenti è che la Corte dell'Aja decida quanto meno di aprire un'indagine preliminare per verificare se il caso rientra sotto la sua giurisdizione. La Corte penale internazionale, organismo indipendente dall'Onu, è diventata operativa il primo luglio del 2002 e, in base al trattato costitutivo sottoscritto a Roma, viene chiamata a giudicare i presunti responsabili di crimini contro l'umanità e i genocidi.

Ansa, Il Sole 24 Ore