lunedì 2 luglio 2012

Benedetto XVI nomina mons. Gerhard Ludwig Müller prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Succede al card. William Joseph Levada

Il Santo Padre Benedetto XVI ha accolto la rinunzia presentata, per raggiunti limiti di età, dal card. William Joseph Levada agli incarichi di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e di presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale, ed ha chiamato a succedergli nei medesimi incarichi mons. Gerhard Ludwig Müller (nella foto con Benedetto XVI), finora vescovo di Regensburg, elevandolo in pari tempo alla dignità di arcivescovo. Müller è nato a Mainz-Finthen nel 1947 ed ha studiato filosofia e teologia a Mainz, Monaco e Friburgo. Ha ottenuto il dottorato nel 1977 con l'allora professore Karl Lehman, poi presidente della Conferenza Episcopale tedesca e capofila dei progressisti cattolici tedeschi. La tesi dottorale era dedicata al contributo alla teologia sacramentale ecumenica del teologo protestante Dietrich Bonhoeffer. E' stato ordinato sacerdote nel 1978 ed ha poi conquistato la libera docenza a Friburgo nel 1985 sempre sotto la supervisione di Lehmanm, iniziando a insegnare a soli 38 anni l'anno successivo all'università di Monaco. 'Visiting professor' a Cusco (Perù), Philadelphia (Usa), Kerala (India), Madrid, Santiago de Compostela e Salamanca (Spagna), Lugano and Sao Paulo (Brazil) e alla Pontificia università Lateranense di Roma. E' stato anche membro della Commissione per la Dottrina della Fede dei vescovi tedeschi e della Commissione Teologia Internazionale. Mons. Müller è stato nominato vescovo di Regensburg (Ratisbona) da Giovanni Paolo II nel 2002. Ha scelto come motto episcopale "Dominus Jesus", curiosamente lo stesso titolo dell'Istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede firmata dal cardinale prefetto Joseph Ratzinger nel 2000. Il principale consacratore è stato il cardinale arcivescovo di Monaco Friederich Wetter, gli altri erano Lehman, Manfred Müller di Ratisbona. Era presente il card. Ratzinger. Müller ha pubblicato più di 400 lavori accademici. Il suo lavoro più noto è un corso fondamentale di teologia dogmatica di 900 pagine tradotto in spagnolo, italiano e ungherese. Nella sua lunga carriera ha anche scritto un saggio con il teologo della liberazione Gustavo Gutierrez ('Dal lato dei poveri. La teologia della liberazione'). Ha curato l'edizione dell'Opera omnia di Papa Ratzinger ed ha fondato l'Istituto Papa Benedetto XVI. Ha inoltre accolto il Papa a Ratisbona nel 2006, città rimasta nota nelle cronache per la controversia con l'islam innescata dalla lectio magistralis che Benedetto XVI pronunciò all'Università. Müller "da molti anni guida con successo e grandissima sensibilità la commissione ecumenica della nostra conferenza", ha commentato oggi il presidente della Conferenza Episcopale tedesca, l'arcivescovo Robert Zollitsch. "Ha contribuito in modo sostanzioso allo scambio teologico con le Chiese della Riforma e dell'Ortodossia", afferma Zollitsch in un comunicato augurale dedicato al 'pro-prefetto' della Congregazione per la Dottrina della Fede. Con lui diventano adesso molti i porporati di lingua tedesca che costituiscono la quinta colonna del Papa bavarese, in Curia e all'esterno. Perché oltre ai germanici Reinhard Marx (arcivescovo di Monaco, dunque anch'egli successore di Joseph Ratzinger nella diocesi), all'anziano cardinale e storico Walter Brandmüller, al quasi imberbe porporato di Berlino (la più giovane eminenza attuale, con "soli" 55 anni) Rainer Maria Wölki, si aggiungono due grossi calibri: l'austriaco Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, e lo svizzero Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei cristiani, in Vaticano confidenzialmente soprannominato "il cardinale con la doppia kappa". Senza contare l'influenza forte di uno dei migliori cervelli, ora in pensione ma sempre attivissimo, il porporato Walter Kasper.

TMNews, La Repubblica

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