Il Papa in Libano. Il premier Miqati: viaggio storico, farà del bene e sarà l'inizio di una vera collaborazione tra i popoli dei Paesi mediorientali

"Una visita storica" quella di Papa Benedetto XVI in Libano. E' così che il primo ministro libanese, Najib Miqati (foto), definisce il prossimo viaggio del Pontefice nel Paese dei cedri, dove si tratterrà per tre giorni per consegnare l'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Medio Oriente." "Sua Santità ha scelto il nostro Paese per annunciare la sua Esortazione Apostolica poiché è convinto del ruolo del Libano nella regione in cui si trova e nel resto del mondo", afferma Miqati, in esclusiva ad Aki-Adnkronos International. Il Libano, continua il premier, "ha una sua esperienza unica" e, in questo senso sottolinea, Benedetto XVI "rinnova un atto di fede verso questo Paese, che è stato e resterà un punto di incontro e di interazione tra le civiltà e le culture e un modello luminoso di convivenza tra musulmani e cristiani". Il viaggio di Benedetto XVI "anche se geograficamente si svolge in Libano", è una sorta di "viaggio di ricognizione" che coinvolge anche quei "Paesi del Medio Oriente in cui la popolazione soffre grandi tormenti a causa degli eventi cui si assiste e che hanno portato all'emigrazione di alcune loro componenti", spiega Miqati. "Questo - afferma - implica la necessità di fare passi urgenti per frenare questa emorragia umana, che preoccupa la Santa Sede". Benedetto XVI, sottolinea il premier libanese, "viene per dire alle genti di questa regione del mondo che non devono avere paura e per infondere nei loro animi la speranza". "Tutti i libanesi cristiani e musulmani attendono l'arrivo del Papa venerdì, fiduciosi che questa visita farà del bene e sarà l'inizio di una vera collaborazione tra i popoli di tutti i Paesi mediorientali ai quali Benedetto XVI indirizza la sua esortazione, che darà loro speranza in un futuro migliore". "Solo una pace giusta, duratura e totale è la via per la stabilità e la sicurezza", sottolinea Miqati, mettendo in evidenza che "chi conosce le posizioni del Papa sa che questi principi sono sempre stati al centro delle sue preghiere per la pace in Medio Oriente e nel mondo". Il premier ricorda quindi l'incontro avvenuto con il Pontefice in Vaticano, sottolineando di aver "percepito in Sua Santità un grande desiderio di consolidare la presenza crsitiana in Libano e nella regione". "Abbiamo affrontato molte questioni relative agli sforzi che bisognerebbe prodigare in tal senso e il Papa si è mostrato preoccupato del ruolo rinnovato che le Chiese d'Oriente devono svolgere nel portare una testimonianza incisiva nelle società arabe che si concentri sull'importanza dell'unità e della solidarietà con tutti i figli di queste nazioni", afferma il premier, il quale è convinto del fatto che quella del Pontefice sia "la visita di un messaggero di pace che sa quanto soffre questa regione".

Adnkronos/Aki

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