Lombardi: il messaggio con cui il Sinodo si rivolge alla Chiesa non è affatto una parola sfiduciata ma una parola d'impegno e di speranza fondata sulla fede in Dio, sulla presenza di Cristo risorto e sulla potenza del suo Spirito

La "riflessione" che la Chiesa ha compiuto al Sinodo "sulla necessità di una nuova evangelizzazione è nata certamente da un allontanamento dalla fede e dalle difficoltà dell'annuncio in varie parti del mondo di oggi, ma il messaggio con cui l'Assemblea sinodale, prima di sciogliersi, si rivolge alla Chiesa non è affatto una parola sfiduciata; è piuttosto una parola d'impegno e di speranza fondata sulla fede in Dio, sulla presenza di Cristo risorto e sulla potenza del suo Spirito". Lo afferma il direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi, nel consueto editoriale per il settimanale "Octava Dies" del Centro Televisivo Vaticano. "Niente pessimismo: globalizzazione, secolarizzazione e nuovi scenari della società, migrazioni, devono essere opportunità di evangelizzazione". "I vescovi e gli altri membri del Sinodo - precisa il gesuita - tornano ora ai luoghi abituali del loro servizio. Lasciano al Papa - che ha fedelmente accompagnato tutti i loro lavori - un ricco contributo da approfondire. Ma lo lasciano anche a tutta la Chiesa, che in quest'Anno della fede si sente ora più animata a trovare le vie, i luoghi, i modi di condividere con tutti il dono della fede: il più bello e il più prezioso che esista".

TMNews
 

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