Messaggio al Sinodo di mons. Ly Jingfeng: la nostra Chiesa in Cina, in particolare i laici, ha sempre custodito finora la pietà, la fedeltà, la sincerità e la devozione dei primi cristiani, pur avendo sopportato cinquanta anni di persecuzioni

In apertura della tredicesima Congregazione generale, il segretario generale del Sinodo dei vescovi, mons. Nikola Eterovic, ha dato lettura di un messaggio di mons. Lucas Ly Jingfeng, vescovo cinese di Fengxiang, novantenne, liberato nel 1979 dopo vent'anni di carcere durante la rivoluzione culturale cinese. "Mi congratulo con voi, che potete partecipare al Sinodo e rendere omaggio al Sepolcro di San Pietro. Mi duole moltissimo che non possiate udire alcuna voce della Chiesa Cinese", scrive il presule. "Voglio dire che la nostra Chiesa in Cina, in particolare i laici, ha sempre custodito finora la pietà, la fedeltà, la sincerità e la devozione dei primi cristiani, pur avendo sopportato cinquanta anni di persecuzioni", afferma il vescovo Ly Jingfeng. "Desidero aggiungere che prego intensamente e costantemente Dio Onnipotente affinché la nostra pietà, la nostra fedeltà, la nostra sincerità e la nostra devozione possano risanare la tiepidezza, l'infedeltà e la secolarizzazione che sono sorte all'estero da una apertura e una libertà senza freni. Nell'Anno della fede, nelle vostre discussioni sinodali potete indagare perché la nostra fede in Cina si è potuta conservare indefettibile fino a oggi. E' come ha detto il grande filosofo cine LaoTse. 'Come la calamità genera la prosperità, così nella mollezza si nasconde la calamità'. Nelle Chiese fuori dalla Cina, la tiepidezza, l'infedeltà e la secolarizzazione dei fedeli si sono contagiate a molti chierici. Invece, nella Chiesa Cinese i laici sono più pii dei chierici". Conclude il vescovo cinese: "Credo comunque che la nostra fede di cristiani cinesi possa consolare il Papa. Non menzionerò la politica, che è sempre transeunte".

TMNews

MESSAGGIO DI MONS. LUCAS LY JINGFENG, VESCOVO DI FENGXIANG [SHAANXI] (CINA)

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