'L'infanzia di Gesù'. Joseph Ratzinger nel 2002: ciò che mi sta particolarmente a cuore sarebbe di scrivere ancora un libro su Gesù Cristo. Se mi fosse fatto questo dono, sarebbe il compimento del mio desiderio più grande

Nell’introdurre questa mattina la presentazione del libro del Papa "L'infanzia di Gesù", il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha citato una intervista della Radio Vaticana di 10 anni fa, nella quale l’allora card. Joseph Ratzinger confidava il desiderio di scrivere un libro sulla figura di Gesù: “Ciò che mi sta particolarmente a cuore sarebbe di scrivere ancora un libro su Gesù Cristo. Se mi fosse fatto questo dono, sarebbe il compimento del mio desiderio più grande. E a questo desiderio si unisce anche quello di avere abbastanza tempo e libertà per riuscire a portarlo a compimento”. Tempo gli è stato concesso, al card. Ratzinger. Anzi, gli è stato concesso molto più che questo. E quella che sarebbe stata la riflessione di un eminente teologo, è oggi diffusa in milioni di copie nel mondo con la firma del capo della Chiesa universale. Un desiderio pienamente realizzato dunque, ma, e questo Benedetto XVI lo ha precisato fin dal primo volume nel 2007, ad aver intrapreso un viaggio nella più grande storia mai raccontata è stato sempre e solo Joseph Ratzinger. “È unicamente espressione della mia ricerca personale del volto del Signore. Perciò, disse, ognuno è libero di contraddirmi. Chiedo alle lettrici ed ai lettori solo quel tanto di beneficio di simpatia, senza la quale non può esistere la comprensione”. E allora, chi è Gesù per Joseph Ratzinger-Benedetto XVI? Ecco una sua risposta dopo la pubblicazione del primo libro: "Il Cristo viene ridotto a Gesù, a un uomo esemplare, sul quale poi le opinioni sono molto diverse, e la questione di Dio viene ampiamente messa da parte. Rimangono soltanto esempi umani, a Dio non ci si arriva nemmeno … e così oggi la domanda è diventata: ‘Ma c’è forse qualcosa di più? Forse questo Gesù è qualcosa di più degli esempi che ci sono stati mostrati? E in lui, riusciamo veramente a raggiungere Dio?’. Solo se risponderemo a queste domande, potremo far fronte alla sfida che ci pone il presente”. Viaggio dell’anima. È un’espressione usata e talvolta abusata. Per l’autore di “Gesù di Nazaret”, è una verità inoppugnabile. Basta addentrarsi nelle pagine, sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda della sua fede esperta e scoprire di Gesù aspetti forse mai considerati: “Lui è il non violento, il portatore di pace, il povero, e così via. Se leggiamo la biografia di Cristo a partire dal Discorso della Montagna, vediamo che in realtà quello che conta non sono tanto i particolari...perché il principio contenuto è proprio questo: avvicinarsi a Cristo ed esprimere nella propria vita la comunione con Lui e da questa lasciarsi guidare e determinare nella propria vita”.

Radio Vaticana

Commenti

gabriella ha detto…
Il libro provocherà storici ed esigenti esegeti ma anche a fare esercizio di cristianesimo: vuoi tu? perchè se anche fosse tutta un'abile montatura ideologica a fare dell'Annuncio qualcosa di divino basta riflettere sul fatto che 'qualcuno' abbia avuto la folle idea di dirci che l'odio non serve più per metterci davanti agli occhi la nostra impotenza storica a 'realizzarla'...