Motu Proprio del Papa 'Ministrorum institutio' con il quale si modifica la Costituzione Apostolica 'Pastor bonus' e si trasferisce la competenza sui seminari dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica alla Congregazione per il Clero

Con il Motu Proprio “Ministrorum institutio”, Benedetto XVI, valutando la rilevanza della formazione sacerdotale e il fatto che essa include sia quella da impartire “ai futuri ministri del Signore” che quella permanente, affida alla Congregazione per il Clero “la promozione e il governo di tutto ciò che riguarda la formazione, la vita e il ministero dei presbiteri e dei diaconi: dalla pastorale vocazionale e la selezione dei candidati ai sacri Ordini, inclusa la loro formazione umana, spirituale, dottrinale e pastorale nei Seminari e negli appositi centri per i diaconi permanenti, fino alla loro formazione permanente, incluse le condizioni di vita e le modalità di esercizio del ministero e la loro previdenza e assistenza sociale”. La Lettera del Papa modifica la Costituzione Apostolica “Pastor bonus” e trasferisce la competenza sui seminari dalla Congregazione per l’Educazione cattolica a quella per il clero. Si tratta di una variazione funzionale, per accentrare in un unico dicastero competenze finora distribuite. Il Motu Proprio ricorda come negli ultimi secoli i Pontefici hanno variamente regolato questa materia, a partire dalla istituzione dei seminari dopo il Concilio di Trento (1563). Il testo ribadisce che la formazione del clero deve essere non soltanto dottrinale “ma anche umana, spirituale, ascetica, liturgica e pastorale”. Tutto ciò al fine di strutturare una “personalità presbiterale” che si rafforza, nel tempo, anche con quella che il Papa definisce “formazione permanente”. Con questo Motu Proprio, la Congregazione per l’Educazione Cattolica, (dei Seminari e degli Istituti di Studi) cambia il nome in Congregazione per l’Educazione Cattolica (degli Istituti di Studi) ed è competente per l’ordinamento degli studi accademici di filosofia e di teologia, sentita la Congregazione per il Clero, per quanto di rispettiva competenza, mentre la Congregazione per il Clero assume “quelle materie che riguardano i presbiteri e i diaconi del clero secolare in ordine sia alle loro persone, sia al loro ministero pastorale, sia a ciò che è loro necessario per l’esercizio di tale ministero, ed in tutte queste questioni offre ai vescovi l’aiuto opportuno” e “assiste i vescovi perché nelle loro Chiese siano coltivate col massimo impegno le vocazioni ai ministeri sacri e nei seminari, da istituire e dirigere a norma del diritto, gli alunni siano adeguatamente educati con una solida formazione sia umana e spirituale, sia dottrinale e pastorale. Vigila attentamente perché la convivenza ed il governo dei seminari rispondano pienamente alle esigenze dell'educazione sacerdotale ed i superiori e docenti contribuiscano, quanto più è possibile, con l'esempio della vita e la retta dottrina alla formazione della personalità dei ministri sacri. Ad essa spetta, inoltre, di erigere i seminari interdiocesani e di approvare i loro statuti”. La Pontificia Opera delle Vocazioni Sacerdotali è trasferita presso la Congregazione per il Clero e la Commissione interdicasteriale “Per una distribuzione più equa dei sacerdoti nel mondo” è soppressa.

Radio Vaticana, SIR

MOTU PROPRIO DEL SANTO PADRE MINISTRORUM INSTITUTIO CHE TRASFERISCE LA COMPETENZA SUI SEMINARI ALLA CONGREGAZIONE PER IL CLERO

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