mercoledì 9 gennaio 2013

Le Festa del Battesimo del Signore nei saluti di Benedetto XVI ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Al Papa il grazie dell'Ocse per il lavoro della Nunziature apostoliche. Le due famiglie siciliani che hanno accettato con fede la disabilità dei figli

Al termine delle catechesi dell'Udienza generale in otto lingue, Benedetto XVI ha fatto riferimento alla Festa del Battesimo del Signore di domenica prossima, invitando in particolare i giovani a riscoprirvi “quotidianamente” la grazia proveniente dal Sacramento, gli ammalati ad attingere dal Battesimo “la forza per affrontare i momenti di dolore e di sconforto” e i nuovi sposi a saper “tradurre gli impegni del Battesimo” nel “cammino di vita familiare”.
"L’opera delle nunziature apostoliche è preziosissima soprattutto per le questioni legate ai diritti delle persone e alla libertà religiosa". Il riconoscimento del "servizio universale e aperto a tutti svolto dalla Santa Sede" viene dal presidente dell’assemblea parlamentare dell’O rganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Riccardo Migliori. Primo italiano a ricoprire questo ruolo, ha partecipato all’Udienza generale proprio per ringraziare il Pontefice "per quanto le Nunziature apostoliche stanno facendo in tanti luoghi strategici del mondo". Un grazie che, nei giorni scorsi, ha espresso anche al card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato. "Penso all’opera delle Nunziature in Asia centrale - afferma Migliori - soprattutto in tema di libertà religiosa, una questione che per l’Osce è centrale anche come cartina di tornasole per verificare il rispetto della pluralità dei diritti umani". L’assemblea dell’Osce, il cui segretariato internazionale ha sede a Copenaghen, rappresenta la dimensione parlamentare dell’Organizzazione ed è stata istituita nel vertice di Parigi del 1990 per promuovere un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali. Significativa anche la testimonianza presentata al Papa, al termine dell’Udienza, da due famiglie di Lascari, nella diocesi siciliana di Cefalù. Hanno accettato la disabilità dei loro figli "trasformandola in un cammino di fede - spiega il parroco, mons. Rosario Dispenza - che si sta rivelando importante sia per loro sia per l’intera comunità cristiana". La famiglia Occhiogrosso vive l’esperienza di Gianvito, dodici anni, affetto da una forma di autismo che non gli ha impedito di "stabilire un legame di affetto con il Papa". È un "sentimento filiale e spontaneo per Benedetto XVI" che condivide con Daniele De Luca, sette anni, capace di superare una grave emorragia cerebrale alla nascita.

Radio Vaticana, L'Osservatore Romano
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