Vescovo di Carpi al Papa: grazie per la sensibilità, l’attenzione e la delicatezza con cui ha rivolto il suo sguardo di Padre sulla nostra vita, interpretando e facendosi voce delle fatiche che stiamo vivendo

“Santo Padre, grazie per la sensibilità, l’attenzione e la delicatezza con cui ha rivolto il suo sguardo di Padre sulla nostra vita, interpretando e facendosi voce delle fatiche che stiamo vivendo”. È un passaggio della lettera “di gratitudine e riconoscenza” che il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, ha scritto a Benedetto XVI per il ricordo delle popolazioni terremotate contenuto nel discorso pronunciato dal Papa al Corpo diplomatico il 7 gennaio scorso. “Si tratta - scrive mons. Cavina - di un’ulteriore gesto di paternità che ha, una volta di più, toccato i cuori di tutti. Vostra Santità ci aveva assicurato, nella benedetta visita compiuta alle nostre terre a un mese dal tremendo sisma, che non saremmo stati soli e che non ci avrebbe dimenticato. E così è stato! Le sue parole hanno riaperto la finestra del nostro dramma sul mondo, proprio quando stava per essere chiusa perché la notizia non suscita ormai più alcun interesse mediatico. Al contrario, noi, nonostante ‘l’ardente desiderio’ di ricostruire ciò che è stato distrutto e la tenacia che caratterizza la gente emiliana, abbiamo ancora bisogno di sentire che la grande famiglia della Chiesa, le istituzioni civili, i gruppi finanziari sono al nostro fianco per aiutarci e sostenerci nella faticosa ricostruzione morale e materiale”.

SIR

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