Padre Lombardi: certamente noi continueremo a poter dire che è Benedetto XVI. A Castel Gandolfo sarà accompagnato dal nucleo fondamentale della Casa Pontificia, compreso mons. Gänswein

“Una testimonianza unica del Concilio Vaticano II”. Così padre Federico Lombardi nell’odierno briefing con i giornalisti, dopo l’incontro tra il Papa e il clero romano in Aula Paolo VI. E’ l’ampiezza e la storicità che ha portato il Papa, parlando del Concilio Vaticano II, vissuto in prima persona, che padre Lombardi, incontrando i giornalisti, ha subito messo in evidenza; poi ha parlato del clima di distensione, “del sorriso” di Benedetto XVI e degli applausi, ieri, in San Pietro, nel Mercoledì delle Ceneri, nell'ultima grande celebrazione presieduta dal Papa: “La padronanza, la lucidità e la serenità del suo discorso ci ha colpito molto, così come anche a me, ieri sera, mi aveva colpito il suo sorriso, mentre usciva dalla celebrazione. Credo che lo abbiano notato tutti. Il sorriso con cui il Papa ha concluso la celebrazione, dopo quello straordinario applauso… Anche questo in un tempo in cui ci si dice di non applaudire in Chiesa, invece, c’è stato ed è sembrato un applauso che non sarebbe finito più!”. Parlando degli spostamenti dopo il 28 febbraio, padre Lombardi, ha spiegato che saranno mons. Georg Gänswein, che rimane prefetto della Casa Pontificia, e le “Memores”, che già ora si occupano della vita quotidiana del Papa, a seguirlo prima a Castel Gandolfo, poi in Vaticano. Quanto al secondo segretario del Papa. Don Alfred Xuareb, padre Lombardi ha accennato alla “possibilità concreta” che, “per un certo tempo, affianchi il successore del Papa, per introdurlo alla prassi della vita negli appartamenti apostolici”. Ha quindi precisato che “i cardinali che arriveranno in Vaticano” staranno dal primo marzo, non prima, presso la Casa Santa Marta. Ha confermato che il conclave inizierà tra il 15 e il 20 marzo, “la data esatta sarà comunicata durante la sede vacante” e che sia il cardinale Walter Kasper sia il cardinale Severino Poletto vi parteciperanno, poiché entrambi compiranno ottant’anni proprio a marzo. Il limite previsto, per il voto, è per chi ha già compiuto questa età il primo giorno della sede vacante. Sollecitato dai giornalisti su come rivolgersi al Papa in futuro, padre Lombardi, ha spiegato che “non c’è ancora chiarezza”se sarà “Vescovo emerito di Roma” e sulla questione del nome “Benedetto XVI” ha chiarito: “Penso di poter ribadire che Benedetto XVI è un titolo a cui non può rinunciare: è il suo nome come Papa, che ha portato per tutta la Chiesa e per tutto il mondo ufficialmente per otto anni. Quindi certamente noi continueremo a poter dire che è Benedetto XVI. Questo non cambia e non può evidentemente cambiare!" Ancora una volta poi è tornato a ribadire che la rinuncia del Pontefice è legata a motivi d’invecchiamento e che né la caduta durante il viaggio in Messico, non smentita e diffusa a mezzo stampa, né altre motivazioni hanno influito sulla decisione. Non confermate poi le indiscrezioni relative al nome del nuovo presidente dello Ior, indicato da vari media nel prof. De Corte.
 
Radio Vaticana, SIR
 

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