mercoledì 9 giugno 2010

Il Papa: a Cipro pellegrino per rinsaldare la fede dei cattolici e incoraggiarli nel cammino d'unità. Costruire insieme un futuro di pace e amicizia

Il viaggio a Cipro “è un avvenimento storico perché, per la prima volta, il vescovo di Roma si è recato su quella terra benedetta dal lavoro apostolico dei Santi Paolo e Barnaba”. Così il Papa ha definito il suo 16° viaggio apostolico internazionale, ripercorrendone idealmente le tappe nella catechesi dell’Udienza generale di questa mattina in Piazza San Pietro. “Mi sono fatto pellegrino – ha spiegato Benedetto XVI – innanzitutto per rinsaldare la fede della comunità cattolica, una piccola ma vivace minoranza, ed incoraggiarla a proseguire nel cammino per l’unità dei cristiani specialmente con i fratelli ortodossi”. Altro scopo del recente viaggio internazionale, ha spiegato il Santo Padre, è stato quello di “idealmente abbracciare tutte le popolazioni orientali, invocando da Dio il dono della pace”. Riassumendo il clima in cui si è svolto il viaggio a Cipro, Benedetto XVI ha parlato di “cordiale accoglienza” ed ha espresso “viva gratitudine” per tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del viaggio apostolico. “A Paphos – ha continuato Benedetto XVI – sono stato avvolto da un’atmosfera che è quasi una sintesi percettibile di duemila anni di storia cristiana”. A partire dai reperti archeologici, “antica e gloriosa eredità spirituale che ancora oggi mantiene un forte impatto nella vita del Paese”. Il Papa ha citato, in particolare, la “toccante celebrazione ecumenica” con l’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II e i rappresentanti della chiesa armena, luterana anglicana. “Abbiamo fraternamente rinnovato il reciproco e irreversibile impegno ecumenico”, ha assicurato il Pontefice, sottolineando in particolare “il desiderio di una comunione piena e visibile tra ortodossi e cattolici”. Della tappa a Paphos, il Papa ha inoltre menzionato il “cordiale incontro” nella residenza del vescovo, che ha mostrato “quanto la Chiesa ortodossa di Cipro sia legata” ad esso. “Questo radicamento nella tradizione – ha commentato Benedetto XVI – non impedisce alla comunità ortodossa di essere impegnata con decisione nel dialogo ecumenico, unitamente alla comunità cattolica”, verso il traguardo di una “piena e visibile comunione tra le Chiese d’Oriente e le Chiese d’Occidente”. A Nicosia, capitale dell’isola, ha detto Benedetto XVI, “ho ribadito l’importanza di fondare la legge positiva sui principi etici della legge naturale”, al fine di “promuovere la verità morale nella vita pubblica”. Per il Papa, si tratta di “un appello alla ragione esigente per la società di oggi, che spesso non riconosce più la tradizione culturale su cui è fondata”. La tappa di Nicosia è stata per il Pontefice, inoltre, un’occasione per sperimentare “il fervore apostolico dei cattolici ciprioti, che si esprime anche attraverso le attività educative e assistenziali”, con decine di strutture “a servizio della comunità, apprezzate dalle autorità governative e dall’intera popolazione”. Oltre al “momento gioioso di festa con i ragazzi e con i giovani”, Benedetto XVI ha ricordato la presenza “particolarmente significativa dei cattolici maroniti”, che quest’anno fanno memoria dei 1.600 anni dalla morte del fondatore, San Maronio, e i cattolici di rito latino, “molto attivi nell’ambito caritativo” e che dedicano “un’attenzione particolare verso i lavoratori e i più bisognosi”. Infine un appello “a tutti i cattolici del Medio Oriente, perché nonostante le grandi prove e le ben note difficoltà, non cedano allo sconforto, alla tentazione di emigrare, in quanto la loro presenza nella regione costituisce un insostituibile segno di speranza”. “A tutti” i credenti dell’isola, Benedetto XVI ha rivolto un incoraggiamento “a testimoniare il Vangelo”, anche attraverso “il paziente lavoro tra cristiani e non cristiani per costruire una pace durevole e l’armonia tra i popoli”. “Momento culminante” della visita apostolica a Cipro, ha detto il Santo Padre esprimendo ancora una volta “l’intensa di solidarietà di tutta la Chiesa” alle popolazioni del Medio Oriente, affinché possano essere “presenza vivace e vivificante”, è stata la consegna dell’Instrumentum Laboris del Sinodo dei vescovi della regione, sul tema “La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza”. Con tutte le comunità cristiane presenti nell’isola, ha ricordato il Papa citando la messa a Nicosia, “abbiamo pregato per l’anima di mons. Luigi Padovese, la cui improvvisa e tragica morte ci ha lascito allibiti e sgomenti”. Quello del Papa a Cipro, in sintesi, è stato dunque un messaggio di “dialogo e coraggio per il futuro”. Il Medio Oriente, ha assicurato il Santo Padre, “occupa un posto speciale” nel cuore della Chiesa, perché “lì Dio si è fatto conoscere ai nostri padri nella fede”. Ai governanti internazionali, Benedetto XVI ha chiesto ancora una volta “un costante impegno perché quella regione possa superare la situazione di sofferenza che ancora l’affligge, e ritrovare finalmente la pace nella giustizia”. Cipro è una terra in cui “diverse tradizioni dell’unica Chiesa” si sforzano “incessantemente di essere un cuor solo e un’anima sola”, come dimostrano ”i rapporti cordiali e costruttivi con i fratelli ortodossi e le altre comunità cristiane”. L’auspicio del Papa è che tutti “possano costruire insieme un futuro di pace, di amicizia e di fraterna collaborazione”, in modo che la Chiesa possa far “arrivare a tutti il Vangelo della verità, dell’amore e della pace”.

SIR

L’UDIENZA GENERALE - il testo integrale della catechesi e dei saluti del Papa