Il Concistoro per i nuovi cardinali previsto per il 18 febbraio 2012. Dopo gli elettori nominati da Benedetto XVI avranno la maggioranza

Nell'anno che viene, "a Dio piacendo", è previsto il quarto Concistoro di Benedetto XVI, con la creazione di nuovi cardinali. E grazie a queste nuove immissioni il numero dei porporati votanti di nomina ratzingeriana supererà per la prima volta quelli di nomina wojtyliana nel collegio degli elettori del Papa. La data più probabile del nuovo Concistoro sarà il fine settimana che precede il 22 febbraio, festa liturgica della Cattedra di San Pietro: festa tradizionalmente associata ai Concistori ma il prossimo anno non utilizzabile, perché coincidente con il Mercoledì delle Ceneri. In tutti e tre i precedenti Concistori di Benedetto XVI, tenuti il 24 marzo 2006, il 24 novembre 2007 e il 20 novembre 2010, l’annuncio ufficiale è stato dato circa un mese prima e sempre alla fine di una Udienza generale del mercoledì: rispettivamente il 22 febbraio, il 17 ottobre e il 20 ottobre di quegli anni. Se questa cadenza temporale verrà mantenuta anche questa volta, si può ipotizzare che i nomi dei nuovi cardinali da creare il 19 febbraio potrebbero essere resi noti alla fine dell'Udienza di mercoledì 18 gennaio. Finora Benedetto XVI ha creato 62 cardinali, 12 dei quali al momento di ricevere la porpora avevano già superato gli ottant'anni. Attualmente ne sono in vita 57 e quelli con diritto di voto sono 46, che diventeranno 45 il 13 gennaio prossimo, quando il cinese Joseph Zen supererà l’età che non consente più a un cardinale di partecipare a un conclave. In base alle norme stabilite da Paolo VI nel 1973 e confermate da Giovanni Paolo II il numero massimo dei cardinali elettori, cioè quelli che secondo quanto stabilito nel 1970 col Motu Proprio “Ingravescentem aetatem” avendo meno di ottanta anni hanno il diritto di partecipare a un eventuale conclave, è fissato in 120. Attualmente i cardinali sono 192. Quelli con meno di ottanta anni ammontano a 109, che scenderanno a 107 il 19 febbraio: oltre a Zen, infatti, avrà compiuto 80 anni, il 6 gennaio, anche il portoghese José Saraiva Martins. Questo vuol dire che al prossimo Concistoro i nuovi porporati saranno almeno 13, ma più probabilmente 15 e più, visto che nei mesi successivi del 2012 altri 11 porporati compiranno 80 anni. Benedetto XVI ha finora superato il tetto dei 120 di una sola unità, è successo nel 2007 e nel 2010. Questa volta quindi le nomine in più potrebbero essere leggermente più numerose, ma sempre di molto inferiori a quelle avutesi con Giovanni Paolo II quando si arrivò, dopo i Concistori del 2001 e del 2003, alla cifra record di 135 cardinali elettori. Nel Palazzo apostolico sono già cominciate e circolare le liste dei nuovi cardinali, ma quella definitiva verrà stabilità, come sempre, solo pochissimi giorni prima dell’annuncio. Nel Concistoro del 2010 metà dei posti cardinalizi venne assegnata ai dirigenti della curia e di altri uffici ecclesiastici romani che prevedono un porporato nell’incarico. Per il 2012 le nomine attese riguardano gli italiani Fernando Filoni (prefetto di Propaganda Fide), Domenico Calcagno (presidente dell’APSA), Giuseppe Versaldi (presidente della prefettura degli affari economici della Santa Sede) e Giuseppe Bertello (presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano), il brasiliano João Braz de Aviz (prefetto della Congregazione per i religiosi), lo statunitense Edwin F. O’Brien (pro-gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro) e lo spagnolo Santos Abril y Castello (arciprete della Basilica papale di Santa Maria Maggiore). A questi potrebbero essere aggiunti Francesco Coccopalmerio (presidente del pontificio Consiglio per i Testi Legislativi) e/o Rino Fisichella (presidente del neonato Consiglio per la Nuova Evangelizzazione). Per quanto riguarda le diocesi tradizionalmente guidate da un cardinale, sembra che verrà rispettata la prassi che prevede di non crearne uno nuovo laddove sia presente un emerito che non ha ancora superato gli ottant’anni. Un'eccezione, se vi sarà, potrebbe essere fatta per Timothy Dolan, a New York, e per il domenicano Dominik Duka, a Praga, i cui emeriti compiranno 80 anni, rispettivamente, il 2 aprile e il 17 maggio prossimi. Nella lista dovrebbero entrare i nuovi arcivescovi di Berlino (Rainer Maria Woelki), di Toronto (Thomas C. Collins) e di Utrecht (Willem J. Eijk), il vescovo di Hong Kong (John Tong), nonché in Libano il nuovo patriarca maronita Bechara Rai e in India il nuovo arcivescovo maggiore dei siro-malabaresi George Alencherry. Più complessa la questione delle sedi vescovili il cui cardinale emerito non è andato in pensione ma è stato chiamato a un altro incarico nella Curia romana. È il caso di Firenze, di Toledo e del Quebec, i cui "arcivescovi emeriti” (così definiti nell’Annuario pontificio) sono ora, rispettivamente, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia (Ennio Antonelli), prefetto della Congregazione del Culto Divino (Antonio Cañizares) e prefetto del dicastero per i vescovi (Marc Ouellet). Nel 2010 la prassi di escludere la presenza in una medesima sede di due cardinali votanti venne applicata rigorosamente anche in simili casi. Per il 2012 non sarebbe stata presa ancora una decisione definitiva, anche se sembra prevalere l'idea di confermare questa applicazione rigida. Dovranno attendere un altro turno gli arcivescovi di Los Angeles, Filadelfia, Westminster, Malines-Bruxelles, Torino, Siviglia, Rio de Janeiro, São Salvador da Bahia, Santiago del Cile, Bogotà, Quito, Giakarta, Manila. Aldilà dei nomi prescelti, rimane il fatto che nel corso del 2012, con il nuovo Concistoro e con i 13 cardinali che supereranno gli 80 anni, due soli dei quali creati durante l’attuale Pontificato (Zen e il filippino Gaudencio Rosales), il Collegio degli elettori del Papa sarà per la prima volta composto da porporati in maggioranza creati da Benedetto XVI. Resta fermo, naturalmente, che Papa Ratzinger potrà creare il 18 febbraio anche uno o più cardinali “ad honorem”, che cioè hanno già superato gli 80 anni.

Sandro Magister, www. chiesa

Commenti

Anonimo ha detto…
Nella sua analisi non vengono menzionati i titolari di sedi quali Detroit, Marsiglia, Wellington, Cebu (Filippine) e Wroclaw (Polonia), che hanno una minore tradizione come "sedi cardinalizie" ma i cui ultimi arcivescovi sono stati destinatari della berretta.
Ricordo poi che nell'anno scorso il papa ha manifestato l'intenzione di escludere Firenze, Bologna e Torino dalle così dette "sedi cardinalizie", se così fosse Betori potrebbe ancora attendere.
Ultima considerazione, questa più fantasiosa delle altre: e se la sede primaziale di Spagna venisse trasferita a Madrid, così come il titolare di Toledo, come sostituto di Rouco Varela, e solo allora ricevere la berretta?

Giovanni