Il governo dell'Irlanda sarebbe pronto ad accogliere il Papa nel Paese. Ripercussioni politiche per la chiusura dell'Ambasciata presso la Santa Sede

Se il Vaticano lo richiedesse, il governo irlandese sarebbe disposto ad accogliere un viaggio del Papa, ha affermato il 14 dicembre Eamon Gilmore, il Ministro degli Esteri irlandese. Nei prossimi mesi potrebbe essere annunciata dal Governo un viaggio del Papa nel Paese. Parlando di fronte alla Commissione Affari Esteri del Parlamento irlandese, Gilmore ha affermato che se la Santa Sede richiedesse un viaggio papale in Irlanda, senza alcun dubbio il Governo risponderebbe in maniera positiva ed estenderebbe un invito, ha riferito l’Irish Times. Tale richiesta potrebbe presentarsi “in un momento convenevole per tutti, ad esempio in occasione del Congresso Eucaristico del prossimo anno”, ha aggiunto. Il Congresso è previsto per il prossimo giugno. Una fonte autorevole della Santa Sede, tuttavia, ha comunicato a Vatican Insider che il programma dei viaggio di Papa Benedetto per il 2012 è in fase di completamento e che include Messico e Cuba, Libano ma non l'Irlanda. I vescovi irlandesi hanno invitato Papa Benedetto XVI a partecipare al 50° Congresso Eucaristico Internazionale a Dublino (foto), dal 10 al 17 giugno, e l’arcivescovo della città, Diarmuid Martin, ha confermato che la Conferenza Episcopale ha formalmente rivolto l’invito, di cui il Vaticano è a conoscenza. Tuttavia, a metà giugno di quest’anno le fonti vaticane hanno riferito che l’Irlanda non figurava nell’elenco dei Paesi considerati per i viaggi papali del 2012, per una serie di motivazioni relative alla situazione della Chiesa irlandese e della crisi che stava attraversando. Parlando di fronte alla Commissione parlamentare, il Ministro ha cercato di risolvere ogni “incomprensione” sorta relativamente alla chiusura dell’Ambasciata presso la Santa Sede, comprese le dichiarazioni riguardo il deterioramento e l’interruzione dei rapporti diplomatici, o la riluttanza del Governo ad invitare il Papa in Irlanda. Riaffermando la ragione di tipo economico, egli ha rivelato che la chiusura dell’Ambasciata avrebbe comportato al Governo un risparmio annuale di 800.000 Euro. Ha negato il nesso tra la decisione e la polemica tra il governo irlandese e il Vaticano circa il ruolo di quest’ultimo nell’ambito dello scandalo sugli abusi di minori. Durante la discussione parlamentare, diversi membri della Commissione Affari Esteri hanno criticato la decisione, ha riferito l’Irish Times. Sean Ó Fearghail, membro del principale partito di opposizione (Fianna Fail) al Dail, l’ha definito un “errore”, mentre il suo collega di partito nel Seanad (Senato), Jim Walsh, l’ha descritta come una “cattiva decisione”, risultata in una “separazione e diminuzione delle relazioni con il Vaticano”. Il ministro Gilmore, in ciò che è stato considerato dalla Santa Sede come un messaggio di conciliazione, ha riferito alla Commissione che il Governo sarebbe pronto a rivolgere un invito al Papa, se il Vaticano lo richiedesse. Al momento, l’Irlanda e la Santa Sede intrattengono normali relazioni diplomatiche, così come avvenuto negli ultimi 81 anni. Entrambi hanno espresso il loro desiderio e determinazione allo sviluppo di un rapporto cooperativo e costruttivo nei prossimi anni, andando oltre le recenti tensioni che li hanno visti coinvolti circa lo scandalo sugli abusi sessuali da parte dei preti. All’inizio di novembre, Papa Benedetto ha nominato un nuovo nunzio in Irlanda, l’irlandese-americano mons. Charles J. Brown. Egli sarà consacrato arcivescovo a inizio gennaio, e prenderà le proprie funzioni a Dublino prima della fine di quel mese, dove sarà inoltre decano del Corpo Diplomatico. Da parte sua, il governo irlandese ha presentato il nome del nuovo ambasciatore non residente, e sta aspettando il consenso da parte della Santa Sede. L’iter burocratico interno per il consenso è più lento rispetto a quello in caso di ambasciatore residente, ma una fonte informata del Vaticano ha riferito che probabilmente presto sarà dato il via libera. Il viaggio papale potrebbe arrivare successivamente, forse nel 2013, data la disponibilità del Governo ad estendere l’invito, ma solo dopo l’avvenuto rinnovamento della Chiesa irlandese.

Gerard O'connell, Vatican Insider

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