Benedetto XVI firma i decreti per sette nuovi Santi e alcuni Beati. Sarà presto canonizzata Caterina Tekakwitha, la prima fra i nativi d'America

Sarà presto canonizzata la prima “pellerossa” d’America. Caterina Tekakwitha è una delle prossime quattro Sante delle quali Benedetto XVI ha riconosciuto l’intercessione di un miracolo. Con loro, il Papa ha firmato questa mattina i decreti riguardanti tre nuovi Santi e la Beatificazione di cinque Venerabili servi di Dio. Con loro, anche un folto gruppo di martiri sarà elevato agli altari, mentre di sette Servi e Serve di Dio sono state riconosciute le virtù eroiche. Figlia di una coppia mista nella prima “era” del colonialismo occidentale in America del Nord. Il nome della Beata Caterina Tekakwitha, nata nel 1656 nella località oggi statunitense chiamata Auriesville, e morta in Canada a soli 24 anni, spicca nel lungo elenco che raggruppa le nuove figure di Santi, Beati e martiri che il Papa ha deciso di proporre alla venerazione della Chiesa. Di padre irochese e di madre cristiana algonchina, la Beata Tekakwitha sarà la prima Santa pellerossa e una dei tre laici prossimi alla Canonizzazione. Suo contemporaneo, ma a distanza di un oceano, è il Beato Pietro Calungsod, originario delle Filippine e morto martire a 18 anni nell’Arcipelago delle Marianne. L’altra laica e futura Santa è la Beata Anna Schäffer, vissuta due secoli dopo, tra la fine dell’Ottocento e i primi tre decenni del XX secolo. Gli altri miracoli riconosciuti da Benedetto XVI riguardano il Beato Giovanni Battista Piamarta, sacerdote bresciano e fondatore della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth e della Congregazione delle Suore Umili Serve del Signore, vissuto tra il 1841 e il 1913, e un altro sacerdote martire, Giacomo Berthieu, professo della Compagnia di Gesù, un francese ucciso in Madagascar nel 1896. Prossime alla proclamazione di santità sono anche due religiose: la spagnola Beata Maria del Monte Carmelo, fondatrice delle Suore dell'Immacolata Concezione Missionarie dell’Insegnamento, scomparsa nel 1911, e la tedesca Beata Marianna, al secolo Barbara Cope, suora professa della Congregazione delle Suore del Terz'Ordine di San Francesco di Syracuse, meglio conosciuta come “Madre Marianna di Molokai”, dal nome del famigerato lebbrosario dove si dedicò coraggiosamente ai malati e perì nel 1918. Nei decreti firmati dal Pontefice, vi sono anche i nomi di cinque futuri Beati. Uno fra loro, l'italiano don Luigi Novarese, è stato un apostolo degli ammalati contemporaneo, fondatore della Pia Unione dei Silenziosi Operai della Croce, originario di Casale Monferrato e scomparso nel 1984, per anni impiegato in Segreteria di Stato. Con lui, figurano don Luigi Bresson, la Benedettina Maria Luisa (Gertrude Prosperi), la Madre di San Luigi, fondatrice delle omonime Suore della Carità, e la religiosa argentina Maria Crescenzia. Tra i martiri si fa menzione di un sacerdote del Canton Ticino, Nicola Rusca, ucciso in odio alla fede nel 1618 in Svizzera, e di una nuova, ampia schiera di martiri della Guerra civile spagnola. Un primo gruppo riguarda Luigi Orenzio e 18 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, di Antonio Matteo Salamero, Sacerdote Diocesano, nonché Giuseppe Gorostazu Labayen, Laico, padre di famiglia). Un secondo gruppo si riferisce al martirio di Alberto Maria Marco y Alemán e di 8 Compagni dell'Ordine dei Carmelitani dell'Antica Osservanza, nonché di Agostino Maria García Tribaldos e di 15 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Il terzo gruppo riguarda il martirio di Mariano Alcalá Pérez e di 18 Compagni dell'Ordine della Beata Vergine Maria della Mercede. Infine, i decreti pontifici riconoscono le virtù eroiche di due Servi di Dio – l’italiano don Donato Giannotti e il sacerdote professo francese Maria Eugenio del Bambino Gesù (Enrico Grialou) – e di cinque Serve di Dio: la francese Alfonsa Maria (Elisabetta Eppinger), fondatrice della Congregazione delle Suore del Ss.mo Salvatore, la polacca Margherita Lucia Szewczyk, fondatrice della Congregazione delle Figlie della Beata Maria Vergine Addolorata, dette “Serafiche”, l’italiana Assunta Marchetti, cofondatrice delle Suore Missionarie di San Carlo, la tedesca Maria Julitta (Teresa Eleonora Ritz), suora professa della Congregazione delle Suore del Redentore, e la laica italiana Maria Anna Amico Roxas, fondatrice della Società di Sant'Orsola.

Radio Vaticana

PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

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