Anno della fede. Padre Geissler: speriamo che la Chiesa accolga generosamente e con spirito collegiale molte delle proposte della Nota

E' un documento sicuramente “atipico”, la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede che verrà pubblicata oggi, contenente “indicazioni pastorali per l'Anno della fede”. E non solo perché, con tempistica singolare, un comunicato esplicativo che riassume i contenuti della Nota stessa è uscito giovedì, con due giorni di anticipo rispetto alla sua pubblicazione. Ma soprattutto perché l'ex-Sant'Uffizio, il cui compito è normalmente quello di salvaguardare l'ortodossia della fede cattolica, questa volta pubblica un documento con indicazioni di carattere “pastorale” che non si rivolge solo alla Chiesa universale ma arriva a offrire proposte anche al livello della singola parrocchia. Se, come ha spiegato una volta a chi scrive, con metafora tratta dalla Settimana Enigmistica, un alto ufficiale della Congregazione, il compito della 'Suprema' è quello di fissare i 'punti' che le Chiese locali e i fedeli hanno poi il compito di unire con la loro unicità di vita e esperienza, questa volta viene offerto ai cattolici già il disegno completo. Che sia un documento “atipico”, anche perché nato in parte dall'attività del Comitato che originariamente doveva preparare il 20° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, lo ammette candidamente, in un'intervista alla Radio Vaticana, anche padre Herman Geissler, che guida il dipartimento per la formazione della Congregazione. Si tratta, spiega, di un documento "senza precedenti" per l'ex-Sant'Uffizio. Il fatto di aver preparato le 'istruzioni per l'uso' per l'Anno della fede, però, non va al di fuori delle sue competenze, perché tra i compiti della Congregazione “non c'è solo quello di condannare le eresie e proteggere la fede, ma anche la responsabilità primaria di promuovere la dottrina della fede”. La Nota ha proprio questo compito: “Promuovere la fede e fare proposte alle Conferenze Episcopali, ai vescovi, ai preti, agli insegnanti di religione, e insomma a tutti i fedeli, che sono poi liberi di scegliere cosa metterne in pratica e cosa no”. “Tuttavia – aggiunge – speriamo che la Chiesa accolga generosamente e con spirito collegiale molte delle proposte”. Il testo stesso della Nota sembra voler metter le mani avanti quando spiega, è uno dei passaggi 'anticipati' dal comunicato diffuso giovedì, che le “indicazioni pastorali” che essa contiene non vogliono “precludere altre proposte che lo Spirito Santo vorrà suscitare tra i Pastori e i fedeli nelle varie parti del mondo”. Tra le proposte più significative della Congregazione c'è quella, rivolta alle diocesi, di organizzare “celebrazioni penitenziali in cui chiedere perdono a Dio, anche e specialmente per i peccati contro la fede”. Il riferimento va anche alle numerose richieste di 'riforma' di alcuni punti della disciplina e della dottrina cattolica arrivate da più parti all'interno del clero. Su questo punto, spiega padre Geissler, “ci sono molti deficit nella Chiesa: ci sono molte parti della Chiesa che non conoscono la fede, alcune che la rifiutano addirittura. Molte che non nutrono la fede, che non se ne curano, che non la costruiscono e non la testimoniano”. “Io credo – aggiunge – che dobbiamo imparare di nuovo che i peccati contro la fede sono gravi, che sono dannosi e che hanno un effetto distruttivo nella Chiesa”.

Alessandro Speciale, Vatican Insider

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