lunedì 16 gennaio 2012

Perquisite dalla polizia belga 3 diocesi nell'ambito delle inchieste su casi di pedofilia. Sequestrati dossier personali su prelati citati da vittime

La polizia ha perquisito oggi tre diocesi in Belgio su mandato della magistratura nell’ambito dell’"Operazione calice", che riguarda l'inchiesta sui casi di pedofilia all'interno della Chiesa Cattolica. Gli agenti hanno sequestrato materiale negli uffici dell’arcivescovo di Malin-Bruxelles ed in quelli dei vescovi di Anversa e Hasselt. "Stiamo cercando dossier personali riguardanti alcuni prelati i cui nomi sono stati citati nelle dichiarazioni delle vittime", ha spiegato, citata dall’agenzia di stampa belga, Lieve Pellens, portavoce dell’Ufficio della procura federale belga, sottolineando che l’operazione è "ad una fase importante". L'indagine riguarda i casi di circa 200 vittime di abusi, sfociate in 87 azioni legali. Lo scandalo dei preti pedofili è scoppiato in Belgio nell'aprile del 2010 quando il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, si è dimesso dopo aver ammesso degli abusi nei confronti di un nipote minorenne. Da allora sono state circa 500 le persone che hanno accusato dei religiosi di molestie sessuali durante gli anni della loro giovinezza. La Chiesa belga si è impegnata lo scorso dicembre a risarcire le vittime dei reati caduti in prescrizione con somme fra i 2.500 e i 25mila euro.

Asca
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