I vaticanisti: il documento ai media fa parte di una precisa strategia di un'evidente lotta interna al Vaticano dagli esiti incerti e devestanti

"La storia insegna che quando un Papa comincia ad invecchiare e la sua salute inizia a subire i colpi degli anni, si dà il via alle voci sulla sua morte. Sia per la minaccia di un attentato o per qualsiasi malattia. Ma queste sono considerazioni che non vanno ascoltate". Così, il vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli commenta in un'intervista su Formiche.net la pubblicazione del documento su Il Fatto Quotidiano. "La storia si ripete. La mia esperienza mi dice che è normale che questo presunto documento esca adesso. È successo con gli altri Papi. Con Benedetto XVI siamo arrivati a quella fase nella quale si cominciano a svelare complotti inesistenti", spiega lo scrittore e giornalista. Secondo Paolo Rodari, vaticanista de Il Foglio, l'appunto pubblicato dal quotidiano "è autentico. È stato effettivamente ricevuto dalla Segreteria di Stato, dove dopo una prima lettura non gli si è dato troppo peso, anche se lo si è trasmesso al Pontefice. Di lettere e documenti siffatti ne arrivano molti sui tavoli delle gerarchie della Santa Sede e moti di questi lasciano il tempo che trovano". Ciò che invece è da annotare, sottolinea Rodari, "è il fatto che in questi giorni dalla Santa Sede sembra uscire di tutto: lettere anonime, lettere infanganti altre persone, insomma sembra di essere nel pieno di una battaglia tra fazioni contrapposte. E forse è questo il senso di tutte queste vicende: la battaglia per il futuro Conclave è aperta". Sempre sul sito Formiche.net, Benedetto Ippolito spiega che ci sono false profezie e vere minacce. "E, di solito, le uniche vere profezie che esistono sono precisamente le false minacce". Il docente della Pontificia Università della Santa Croce di Roma sostiene che il documento svela, "semmai, che quando chi dovrebbe informare non mette un limite deontologico alla propria licenza scandalistica, ecco allora che il giornalismo diventa un' arma pericolosissima, forse perfino una minaccia profetica, per i lettori ignari e distratti". Il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, sentito da SkyTg24, mette le mani avanti: "Non so se si tratti di un documento formalmente autentico, ma sicuramente non lo è sul piano sostanziale, cioè – come hanno detto con molta chiarezza sia padre Lombardi sia la presunta fonte, il cardinale arcivescovo di Palermo – la notizia non è attendibile". Per Tarquinio, dunque, non ci sono dubbi: il documento è vero ma la notizia è falsa. O meglio, la minaccia, perché di minaccia si tratta, non è attendibile. Il direttore del giornale dei vescovi va avanti nella sua analisi e, sostanzialmente, stronca lo scoop: "Da giornalista mi colpisce questa trama scintillante in cui c’è un cardinale di Santa Romana Chiesa che confida le sue preoccupazioni per la sorte del Papa e lo fa in Cina, tra i più grandi amici della Chiesa Cattolica, che - come noto - sono i capi della superpotenza comunista cinese… Francamente mi meraviglia che tutto questo possa diventare un titolo strillato in prima pagina". Uno dei vaticanisti de La Stampa, Andrea Tornielli, ribadisce che l’appunto pubblicato dal quotidiano è autentico. "È stato effettivamente ricevuto dalla Segreteria di Stato, dove dopo una prima lettura e qualche risata, non gli si è dato il minimo peso, anche se lo si è trasmesso al Pontefice". La domanda, però, sorge spontanea: perché mai girare il documento a Papa Ratzinger se era palesemente una bufala? Tornielli prosegue: "Leggendo il testo del documento, si comprende anche come il card. Romeo non abbia affatto parlato di un complotto per eliminare il Papa. Si sarebbe invece limitato a dire che il Papa potrebbe morire entro dodici mesi. Sarebbero stati i suoi interlocutori cinesi a dedurre dalle sue parole il complotto". In buona sostanza per il vaticanista "l’unica vera notizia sta nel fatto che un appunto – autentico, seppure così palesemente sconclusionato – inviato da un cardinale al Papa e transitato per la Segreteria di Stato poco più di un mese fa, sia a disposizione dei media. Segno che la pubblicazione delle lettere di mons. Viganò al Papa e al card. Bertone, come pure gli appunti e i 'memo' sullo Ior e altri documenti dei quali si è discusso in questi giorni, fa parte di una strategia e s’inserisce in una evidente lotta interna al Vaticano, dagli esiti incerti e comunque devastanti. Una lotta che ha sullo sfondo non soltanto la successione al cardinale Bertone, ma anche il conclave".

TMNews, Il Giornale

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