Il Papa ad Arezzo e Sansepolcro. La visita di Benedetto al Santuario della Verna: l'incontro con i frati e le monache, la processione delle Stimmate

Ripetono quella processione da secoli. Tutti i giorni, alle tre del pomeriggio, divisi in due file dietro la croce di legno. Percorrendo il corridoio delle Stimmate in estate e in inverno e sfociando nel cuore autentico del Santuario (foto): la Cappella sormontata dalla pala dei Della Robbia, fresca di restauro. Il 13 maggio la ripercorreranno con il Papa. Cambiando per lui l’orario che la storia ha impresso nella pelle e nelle pietre della Verna. Perché Benedetto XVI sarà sul monte di Francesco alle 17.30. L’elicottero atterrerà alla Beccia. Come avrebbe dovuto fare nel settembre del 1993 se la nebbia non avesse avvolto come una sciarpa la salita, costringendo il cerimoniale a ripiegare su Chitignano. A Chitignano quel passaggio fugace di Giovanni Paolo II ancora lo ricordano e lo raccontano. E sotto sotto qualcuno spera ancora che la nebbia possa regalargli un bis. Bis per un Papa che viene in visita apostolica ad Arezzo e Sansepolcro, ma ritaglia per La Verna, la sua La Verna, un’ora. Un’ora intensissima quanto quasi privata. Davanti a lui solo i frati e le monache. Il programma è ancora in via di definizione insieme alla Santa Sede. Ma l’ossatura dell’incontro c’è già tutta. Alle 17.30 quel fruscio dell’elicottero, a Chiusi della Verna: a quella Beccia che pochi anni fa era stata segnata dal terremoto e dalla quale parte il sentiero antico che arriva fino al Santuario. Ma ad aspettare il Papa e l’arcivescovo Riccardo Fontana ci sarà o una macchina o la papamobile. A Chiusi sperano tutti nella seconda soluzione, che consentirevbbe di incrociare, magari per un secondo, lo sguardo del Pontefice. Che dalla strada arriverà al Santuario alle 17.45, percorrendo quei tre chilometri di curve, dalla curva del conte Orlando alla Melosa, che i pellegrini conoscono a memoria. Ad attenderlo alla Beccia ci sarà anche il sindaco di Chiusi Umberto Betti. Ad aspettarlo sul monte santo il francescanesimo. Il ministro generale dei frati minori Josè Rodriguez Carballo, sotto il cui saio batte il cuore della Galizia, il ministro provinciale Paolo Fantaccini, pratese doc, e fra’ Massimo Grassi, padre guardiano e insieme organista provetto. L’ingresso in Basilica: lì il Papa ascolterà il saluto del ministro generale, lì risponderà con l’unico messaggio della sua ora a La Verna. Quindi la processione, intorno alle 18.00. Scandita dal canto più straordinario del francescanesimo, il "Crucis Christi Mons Alvernae". Il racconto delle Stimmate, la trasformazione del corpo di Francesco e insieme della vetta del monte che "si incendia agli sguardi dei vicini". A passo lento, fino alle Stimmate, per il momento di preghiera più intenso. Giovanni Paolo II in quella occasione aveva composto un’invocazione-poesia che dal 1993 è entrata a far parte del rito della processione. In genere condivisa con i pellegrini che salgono sul monte. Ma non nel giorno di Benedetto XVI. Il Santuario sarà chiuso a tutti, dalle 13.00 fino alla partenza del Papa. I frati, già scusandosi per allora, lo comunicano dal loro sito, curatissimo, e che di giorno in giorno riporta immagini e notizie del monte. Un monte che è da sempre sotto la protezione di Firenze: e per questo c’è chi non esclude possa essere presente all’incontro anche il sindaco Matteo Renzi. In un angolo di quella Basilica già pronta ad accogliere un Papa: e insieme l’amico che in passato tante volte aveva percorso quei tre chilometri di curve.

Alberto Pierini, La Nazione.it

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