Il Papa: con l'opera luminosa di Mendelssohn ho potuto ringraziare, in modo particolare, ancora una volta Dio per gli anni di vita e di ministero

Questo pomeriggio, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, ha avuto luogo un concerto in occasione dell’85° compleanno del Santo Padre Benedetto XVI. E' stato offerto al Papa dall'Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, diretta dal maestro Riccardo Chailly, che ha eseguito la Sinfonia n.2 'Lobgesang' di Felix Mendelssohn Bartholdy. Il Pontefice, festeggiatissimo dai presenti, vi ha assistito con a fianco il fratello maggiore mons. Georg Ratzinger. Era presente in Sala Nervi anche il ministro presidente dello Stato di Sassonia, Stanislaw Tillich.
"Con questa splendida esecuzione" “avete fatto un dono prezioso a me, in occasione del mio compleanno, nonché a tutti i presenti”. “Questa Sinfonia – ha spiegato il Papa nel discorso pronunciato al termine dell'esecuzione - è un grande inno di lode a Dio, una preghiera con cui abbiamo lodato e ringraziato il Signore per i suoi doni”. Il ringraziamento del Papa è giunto tutti coloro che hanno reso possibile l’evento, compresi i rappresentanti della Sassonia e della Germania presenti in Aula. Ma al maestro e ai cori Benedetto XVI ha offerto i suoi complimenti, come pure alla “Gewandhausorchester, che di per sé non ha bisogno di essere presentata: si tratta di una delle più antiche orchestre del mondo, con una tradizione di eccellente qualità esecutiva e di fama indiscussa”. “Mendelssohn, Sinfonia 'Lobgesang', Gewandhaus: tre elementi legati non solo questa sera, ma fin dagli inizi – ha osservato Benedetto XVI -. La grande Sinfonia per coro, soli e orchestra, infatti, che abbiamo ascoltato fu composta da Mendelssohn per celebrare il IV Centenario dell’invenzione della stampa e fu eseguita per la prima volta nella Thomaskirche di Lipsia, la chiesa di Johann Sebastian Bach, il 25 giugno 1840, proprio dall’Orchestra del Gewandhaus; sul podio c’era lo stesso Mendelssohn, che per anni fu direttore di questa antica e prestigiosa orchestra”. Ripercorrendo i tratti salienti dell’opera dell’autore, il Papa ha spiegato che “l’arte come lode a Dio, Bellezza suprema, sta alla base del modo di comporre di Mendelssohn e questo non solo per quanto riguarda la musica liturgica o sacra, ma l’intera sua produzione. Come riferisce Julius Schubring, per lui la musica sacra come tale non stava un gradino più in alto dell’altra; ognuna alla sua maniera doveva servire ad onorare Dio”. Ma una fede che il Papa ha definito solida, convinta, nutrita, segnò in modo profondo anche tutta la vita di Mendelssohn. “Il mondo etico-religioso del nostro autore non era staccato dalla sua concezione dell’arte, anzi ne era parte integrante: 'Kunst und Leben sind nicht zweierlei', Arte e vita non sono due cose distinte, ma un tutt’uno, scriveva. Una profonda unità di vita che trova l’elemento unificante nella fede, che caratterizzò tutta l’esistenza di Mendelssohn e ne guidò le scelte”. La preghiera e il grazie a Dio per ogni bene, non sono mai mancati nella vita di Mendelssohn come mostra il suo carteggio, citato dal Papa. Così nella Sinfonia il messaggio profondamente religioso che emana, preparato dai tre movimenti sinfonici e pienamente espresso dalle sezioni corali finali, è quello della speranza. “E’ difficile per me richiamare qualcuno degli intensi momenti che abbiamo vissuto questa sera; vorrei solo ricordare il meraviglioso duetto tra i soprani e il coro sulle parole 'Ich harrete des Herrn, und er neigte sich zu mir und hörte mein Fleh’n', tratto dal Salmo 40: 'Ho sperato nel Signore e Lui si è chinato su di me e ha dato ascolto al mio grido'; è il canto di chi pone in Dio tutta la sua speranza e sa con certezza di non rimanere deluso”. L’ultimo pensiero del Papa è ancora, al termine del concerto, un grazie agli esecutori e alle autorità presenti dalla Sassonia e dalla città di Lipsia, per aver permesso “a tutti noi di lodare Dio e io ho potuto ringraziare, in modo particolare, ancora una volta Dio per gli anni di vita e di ministero”. Quindi l’invito finale a riflettere con le parole di Robert Schumann: “'Lasciate che noi, come suona il testo così splendidamente musicato dal Maestro, sempre più 'abbandoniamo le opere dell’oscurità e impugniamo le armi della luce''. Grazie a tutti e buona serata!”.

Ansa, Korazym.org, Radio Vaticana

CONCERTO OFFERTO DALL’ORCHESTRA DEL GEWANDHAUS DI LIPSIA IN OCCASIONE DELL’85° COMPLEANNO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI - il testo integrale del discorso del Papa

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