martedì 26 giugno 2012

Benedetto XVI saluta i vescovi delle diocesi colpite dal sisma, le autorità e una rappresentanza di soccorritori e di cittadini dei diversi paesi

Una volta terminato il suo discorso, il Papa ha salutato i molti vescovi delle diocesi dell'Emilia, della Lombardia e del Veneto colpite dal terremoto, le autorità civili, tra cui il ministro del Turismo e dello Sport, Piero Gnudi, intervenuto in rappresentanza del governo. Poi il Pontefice ha salutato una rappresentanza delle diverse categorie di soccorritori e un centinaio di cittadini di Rovereto, Carpi e dei paesi vicini. Due parrocchiane hanno consegnato a Benedetto XVI una lettera in cui è scirtta la loro voglia di lavorare e ripartire, ma anche la forte mancanza per la perdita di don Ivan Martini, morto per salvare la statua della madonna nella chiesa di Santa Caterina. La lettera è firmata da tutti i parrocchiani.I volontari dell'associazione 'Vola nel cuore' di Ferrara, che stanno operando nei campi della Protezione civile, hanno portato al papa un naso rosso da clown e un cappellino dell'associazione. "Ho chiesto al Papa di pregare per i bambini di cui ci occupiamo - ha detto Monica Lodi, la volontaria che gli ha portato l'insolito dono - e gli ho chiesto di essere con le sue preghiere di sostegno per noi". Christian Lanno, quattro anni, è tra i bimbi portati a parlare col Papa. Da quando è crollata la sua casa di Rovereto chiede a tutti: ''E' caduta la tua casa? La mia sì", racconta la mamma Reanna Mazzola. La casa di Christian è crollata alle 9 del mattino del 29 maggio. ''Mi sono salvata per un soffio - ha spiegato Reanna - la porta era già bloccata dal crollo, ho anche un sistema automatico che si era disattivato e non la faceva aprire. Ma sono riuscita a uscire e a correre fuori col bambino''. Qualche minuto dopo è arrivata anche la madre di Reanna, Lucy Galavotti. ''Pensavo che mia figlia fosse lì sotto, ho incominciato a urlare. Poi è arrivato un vicino che mi ha detto che era riuscita a scappare. E' stato terribile. Poco dopo ho saputo che don Ivan era morto cercando di portare fuori la Madonnina, mia figlia era svenuta e per lo spavento le è venuta una trombosi. Lei ha perso tutto, la casa e anche quattro capannoni''. ''Ma non ho perso Christian'', dice Reanna sorridendo. Dal Papa anche Valerio, un bimbo che "sta in sedia a rotelle e quando non c'era il terremoto passava per la piazza di Novi andando a supervelocità. E spero torni presto a farlo'', racconta Luisa Turci, sindaco di Novi. Quattro famiglie tra Rovereto e Novi sono state scelte da Italo Malagola, vicesindaco, per incontrare il Papa oggi. Tutte hanno la casa distrutta o seriamente lesionata dal sisma, e tutte hanno bambini.''Sono soddisfatta di come è andata la giornata soprattutto perchè dal punto di vista organizzativo e della sicurezza tutto ha funzionato. Ora siamo in serenità e tranquillità, ieri ero preoccupata soprattutto per il numero delle persone che avrebbero inciso su questo paese. Sa, noi adesso siamo molto 'delicati'''. ''Per me è stato un momento molto emozionante incontrare il Papa - ha concluso il sindaco Turci - è una persona di grande spiritualità, anche se io non sono credente mi ha molto emozionata. L'ho ringraziato per la speranza che ci è venuto a portare e lui mi ha risposto (almeno così io ho capito nella confusione), 'forza, forza' ''.

LaPresse News, Il Resto del Carlino