Card. Betori: essere eminenti servitori della Chiesa che trova in Pietro il visibile fondamento dell'unità. Al Papa l'impegno di fedele collaborazione

L'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori (foto) ha voluto rinnovare pubblicamente a Benedetto XVI la sua "devozione" e il suo "impegno di fedele collaborazione". Lo ha fatto ieri nel corso della celebrazione che il neo porporato ha presieduto nella chiesa di San Marcellino al Corso, della quale ha preso possesso come cardinale titolare. "Voglia il Signore - ha affermato Betori - compiere anche per me la sua parola, nel servizio alla Chiesa tutta, in unione al ministero del Successore di Pietro". "Al servizio di questa comunione, e quindi a servizio essenzialmente dell'Eucaristia, si pone il ministero dei Pastori, il cui vincolo di unità è costituito dal Successore di Pietro", ha sottolineato l'arcivescovo di Firenze, ricordando che ai cardinali, "inoltre, è chiesto di servire la Chiesa con amore e vigore, con la limpidezza e la sapienza dei maestri, con l'energia e la fortezza dei pastori, con la fedeltà e il coraggio dei martiri". "Si tratta - ha scandito - di essere eminenti servitori della Chiesa che trova in Pietro il visibile fondamento dell'unità". "Non c'è - ha però ricordato Betori nell'omelia - dono di sè senza sacrificio, come ha detto il Papa: una consapevolezza che può intimorire e che, per essere affrontata, ha bisogno di un dono dall'Alto. E' quello che chiedo a tutti voi presenti di impetrare dal Signore per la mia persona e per il mio ministero, affidando - ha concluso - le nostre invocazioni all'intercessione della Vergine".

Agi

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