martedì 3 luglio 2012

Amato: la mafia è intrinsecamente anticristiana, contro il Vangelo. Il Papa proclamerà San Giovanni d'Avila e Ildegarda di Bingen dottori della Chiesa

''La mafia è intrinsecamente anticristiana''. Lo afferma, in un'intervista a L'Osservatore Romano, il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, a proposito del decreto firmato la scorsa settimana da Papa Benedetto XVI che riconosce il martirio del sacerdote palermitano ucciso dalla mafia don Pino Puglisi, presto Beato. ''L'odio verso don Puglisi - ricorda il card. Amato - era determinato semplicemente dal fatto che si trattava di un sacerdote che educava i giovani alla vita buona del Vangelo. Dunque sottraeva le nuove generazioni alla nefasta influenza della malavita''. Per il porporato, quella di don Puglisi è ''una causa di martirio, perchè è stato ucciso in 'odium fidei'. Ovviamente, qui bisogna chiarire cosa significa in 'odium fidei', dal momento che la mafia viene descritta spesso come una realtà 'religiosa', una realtà i cui membri sembrano apparentemente molto devoti''. ''Noi - spiega il card. Amato - abbiamo approfondito questo aspetto e abbiamo visto come, da una parte, abbiamo un'organizzazione che, più che 'religiosa', è essenzialmente 'idolatrica'. Anche il paganesimo antico era 'religioso', ma la sua religiosità era rivolta agli idoli. Nella mafia gli idoli sono il potere, il denaro e la prevaricazione. E' quindi una società che, con un involucro pseudo religioso, veicola un'etica antievangelica, che va contro i dieci comandamenti e il Vangelo. La Scrittura dice: non uccidere, non dire falsa testimonianza. Nella ideologia mafiosa, invece, si fa esattamente l'opposto. Gesù ha detto di perdonare ai nemici e qui troviamo il contrario: la vendetta''. Quanto alla possibilità che il riconoscimento del martirio di don Puglisi apra le porte per i casi simili di altri sacerdoti, il card. Amato afferma: ''Pur in un contesto nuovo, anche in don Puglisi si verifica il concetto tradizionale di martirio e cioè, appunto, un battezzato ucciso in odio alla fede. Don Puglisi è stato ucciso in quanto sacerdote, non perchè immerso in attività socio-politiche particolari. Ucciso in quanto predicava la dottrina cristiana ed educava i giovani a vivere con coerenza il loro battesimo. Non per altro. Non andava contro nessuno. Per quanto riguarda altri casi, sono i vescovi che nelle varie diocesi operano il discernimento opportuno. Per don Puglisi si è fatta promotrice l'arcidiocesi di Palermo''. ''Il 7 ottobre, all'apertura del Sinodo, nella Basilica di San Pietro saranno proclamati due nuovi dottori della Chiesa: San Giovanni d'Avila, un grande formatore di sacerdoti conosciuto soprattutto in America Latina, e Ildegarda di Bingen, una badessa benedettina, grande mistica e personaggio dalla cultura enciclopedica'', ha ricordato il card. Amato. Sulla figura di Ildegarda, il porporato spiega: ''Molto conosciuta in Germania, soprattutto per gli aspetti più comprensibili alla cultura laica, come la musica o la conoscenza delle piante. Per la Chiesa è importante la sua esemplarità di vita e la sua dottrina spirituale e teologica. Veramente una bella figura. La sua richiesta di dottorato fu avanzata dall'Episcopato tedesco alla fine degli anni Settanta. Abbiamo anche ritrovato nell'archivio uno scritto firmato da tutti i vescovi tedeschi: la terza firma è quella dell'allora cardinale Joseph Ratzinger. Il Papa, il 10 maggio, ha promulgato il decreto della canonizzazione equipollente di Ildegarda, cioè dell'estensione del suo culto liturgico a tutta la Chiesa''.

Asca

Se il prete dà fastidio alla cultura mafiosa anticristiana: il card. Angelo Amato parla dei recenti decreti approvati da Benedetto XVI