Anno della fede. Prevost: in modo particolare i sacerdoti e i religiosi devono riscoprire la gioia della fede da trasmettere con entusiasmo e gioia

“Come agostiniani possiamo partecipare all’evangelizzazione, come comunità possiamo essere testimonianza, cioè segno vivo”. Padre Robert Prevost, priore generale dell‘ordine di Sant‘Agostino, interviene così sull’Anno della fede, sottolineando la particolare attenzione che l’ordine dedica al tema della fede e come sia una “grazia” anche “la nostra risposta che si attua credendo” e che “ci porta a scoprire che la fede può crescere vivendo il Vangelo nella Chiesa”. Padre Prevost evidenzia poi come gli ultimi Pontefici abbiano “colto la necessità di un nuovo annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo” e come alla Chiesa spetti “il compito importante di essere presente nelle regioni dove la gente vuole conoscere Cristo”. A tal proposito, secondo il priore, “alcuni settori del mondo vivono una crisi di fede, elemento essenziale nella vita dell‘uomo”, e in modo particolare anche i sacerdoti e i religiosi devono “riscoprire la gioia della fede”, da “trasmettere con entusiasmo e con gioia”. Ricordando la Lettera Apostolica “Porta Fidei” con la quale il Papa indice l’Anno della fede citando più volte Sant’Agostino, Prevost richiama l’impegno degli agostiniani a farsi “compagni” di chi è impegnato nel cammino, non solo “indicando la direzione da intraprendere”, ma con la “vicinanza alla gente di oggi”.

SIR

"Anche noi sacerdoti dobbiamo riscoprire la gioia della fede"

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