giovedì 5 luglio 2012

Il Papa in Libano. Dahdah: la sua presenza, la sua voce, le sue parole avranno un impatto benefico nel Paese, che fortemente ha voluto questo viaggio

“La visita del Papa è molto attesa nonostante la situazione un po’ instabile dentro e fuori il Libano, in Siria in modo particolare. Siamo certi che la sua presenza, la sua voce, le sue parole avranno un impatto benefico nel nostro paese che ha fortemente voluto questo viaggio apostolico”. Così il vicario apostolico dei latini di Beirut, mons. Paul Dahdah, commenta all'agenzia SIR il prossimo viaggio in Libano di Benedetto XVI per la firma e la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica post-sinodale frutto dell’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi dell’ottobre 2010. Secondo il vicario l’Esortazione conterrà degli “appelli a tutta la società mediorientale, ai cristiani della Regione perché non emigrino, alla coesistenza pacifica e al dialogo”. Un Esortazione che per questo rappresenta una sfida per le chiese mediorientali divise nei loro riti: “Dobbiamo ricordare che non siamo né di Paolo, né di Apollo, né di Cefa, ma di Cristo”. Nell’intervista mons. Dahdah non manca, infine, di esprimere preoccupazione per quanto sta accadendo in Siria ed in altri paesi mediorientali, nei quali non vede “i germogli, gli odori E i risvegli” di quella che in Occidente tutti chiamano “Primavera araba”.

SIR

MEDIO ORIENTE - Il messaggio atteso. Libano: il viaggio di Benedetto XVI avrà ''impatto benefico'' nell'intera area
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