Anno della fede. Le celebrazioni di apertura in Nepal, Tahiti, Taiwan, Myanmar: rinnovare e rinvigorire la propria fede in Dio, attraverso la preghiera e agli insegnamenti della Chiesa Cattolica

Nepal. La Chiesa nepalese dà il via all'Anno della fede indetto da Papa Benedetto XVI. Alla Messa celebrata lo scorso 14 ottobre da padre Robin Rai, parroco della chiesa dell'Assunzione a Kathmandu, hanno partecipato centinaia di persone, fra cui molti non cristiani. Nell'omelia, padre Rai ha invitato la piccola comunità cattolica nepalese a "rinnovare e rinvigorire la propria fede in Dio, attraverso la preghiera e agli insegnamenti della Chiesa Cattolica". Durante la celebrazione, cattolici e non cattolici hanno recitato insieme l'invocazione proposta per la celebrazione dell'Anno della fede, tradotta in lingua nepali. Per l'occasione, la Chiesa nepalese ha stampato centinaia di volantini, in cui spiega l'importanza dell'Anno della fede anche per i non cristiani. Molti fedeli hanno sottolineato l'importanza di questa iniziativa per la popolazione. "Il Nepal - afferma uno di loro - si trova in una drammatica fase di transizione, e da Paese confessionale sta trasformandosi in una nazione laica". Tuttavia, la gente mantiene un forte senso religioso e rispetto del sacro, e si definisce "incuriosita" dalla proposta del Papa. In questi anni molti indù, soprattutto delle caste più basse, si sono avvicinati al cattolicesimo e al cristianesimo. Proprio per questo, secondo Rai i cattolici devono vivere quest'anno come un'opportunità per approfondire la loro fede in Dio e nella Chiesa, ed essere testimoni di fronte ai non cristiani che in modo spontaneo si avvicinano a Cristo. Dal 2006, con la caduta della monarchia di stampo indù e la proclamazione dello Stato laico, i cristiani nepalesi godono di una maggiore libertà di culto e di espressione nella società. Negli anni, il numero dei cristiani è cresciuto in modo costante, e oggi si attesta intorno ai due milioni. Anche la piccola comunità cattolica ha registrato un regolare aumento dei fedeli, che a tutt'oggi sono circa 9 mila. La Chiesa cattolica è attiva nel campo dell'educazione e gestisce 31 istituti scolastici, otto nella sola Kathmandu. Nel settore educativo sono coinvolti 65 sacerdoti, 17 religiosi e oltre 160 suore.
Tahiti. I cattolici di Tahiti si sono mobilitati per l’Anno della fede, esprimendo la “piena comunione” con l’iniziativa lanciata da Papa Benedetto XVI e desiderando offrire una “testimonianza pubblica di fede”. Come comunicato all'agenzia Fides dall’arcidiocesi di Papeete, oltre 500 persone si sono riunite nella Cattedrale l’11 ottobre, per la celebrazione di apertura dell’Anno della fede. Il 13 ottobre la Chiesa locale ha organizzato un grande raduno di oltre mille fra bambini e giovani che hanno gremito la chiesa di St. Paul a Mahina. Domenica 14 ottobre, una folla di oltre 3.000 fedeli ha dato vita ad una marcia di preghiere e canti per le strade di Papeete, portando striscioni con slogan inneggianti alla fede. Come riferisce all'agenzia Fides il Cancelliere dell’arcidiocesi, Dominique Soupé, “è chiaro che le persone sono più che mai pronte a mostrare pubblicamente di credere in Dio”. Per i giovani, in particolare, nota il Cancelliere “una tradizionale processione si trasforma in un corteo festoso, che offre una testimonianza della loro vitalità spirituale”. E la Celebrazione Eucaristica, nel rispetto della liturgia della Chiesa, diventa “un momento in cui la musica è pienamente coinvolta e aiuta la relazione intima fra il fedele e Cristo”. “La Chiesa di Tahiti – prosegue – tiene bene a mente gli obiettivi fissati dal Santo Padre per l’Anno della fede: approfondire la fede cristiana e promuovere la nuova evangelizzazione”. Con i giovani saranno aperti nuovi percorsi specifici di fede, mentre una delle difficoltà è “ottenere una coerenza tra la vita quotidiana e gli ideali spirituali che si proclamano, cantando nei cortei”. La comunità cattolica locale, conclude il Cancelliere, “confida nell’azione dello Spirito Santo e in una nuova Pentecoste per la Chiesa”.
Taiwan. Una manifestazione nel parco pubblico della cittadina di Tai Nan per presentare le attività e l’organizzazione della Chiesa Cattolica, ha aperto ufficialmente, il 13 ottobre, l’Anno della fede nella diocesi di Tai Nan dell’isola di Taiwan. Secondo le informazioni pervenute all’agenzia Fides, parrocchie, istituti missionari, associazioni, scuole, la casa editrice diocesana, hanno allestito una trentina di stand per presentare la fede cattolica e il servizio della Chiesa. Oltre 3 mila fedeli hanno partecipato all’iniziativa, durata per l’intero weekend. Nella mattina di sabato 13 ottobre mons. Bosco Lin Ji Nan, vescovo diocesano, ha presieduto nel parco la solenne Eucaristia per l’apertura dell’Anno della fede. Le autorità civili hanno preso parte alla manifestazione riconoscendo pubblicamente il contributo offerto dalla Chiesa alla società, soprattutto nell’ambito del servizio agli anziani, ai poveri, ai bambini disabili, confermando che la Chiesa “ama non solo Tai Nan, ma tutta Taiwan”. Nell’occasione mons. Lin ha assegnato un premio ai volontari e ai religiosi che hanno servito la Chiesa con particolare dedizione. Nel pomeriggio l’imprevista visita di mons. Peter Liu, arcivescovo di Kaohsiung, è stata una felice sorpresa per tutti i presenti. Mons. Liu ha detto di essere venuto a portare “l’amicizia della diocesi sorella”, ma anche “per fare esperienza di questa bella iniziativa”.
Myanmar. Mons. Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, ha presieduto giovedì scorso, presso la Cattedrale di Santa Maria, la solenne Eucaristia che ha aperto l’Anno della fede nell’arcidiocesi di Yangon. In riferimento al 50° anniversario del Concilio Vaticano II, il presule ha ricordato la forza delle sfide che quell’evento ha posto alle strutture ed ai fedeli. Alla solenne celebrazione hanno preso parte sacerdoti diocesani e religiosi, consacrati e fedeli laici di tutte e 39 le parrocchie dell’arcidiocesi, per un totale di circa 1000 persone. L’evento è stato segnato anche da alcuni gesti come l’innalzamento di una bandiera fuori la cattedrale e l’accensione di un cero. All’omelia mons. Bo ha ricordato il 50° anniversario del Concilio Ecumenico Vaticano II. “Il Vaticano II è stato il Concilio più significativo e importante dei secoli XX e XXI della vita della Chiesa”. Ricordando le parole del Beato Papa Giovanni XXIII ha detto: “La Madre Chiesa si rallegra perché Dio Padre ha gettato il suo sguardo su di noi, siamo stati unti da Dio Spirito e inviati da Dio Figlio” e ha incoraggiato i sacerdoti, i religiosi e i fedeli a lavorare sempre più per il dialogo, l’apertura, la riconciliazione e l'unità. “Il messaggio centrale del Vaticano II – ha proseguito l’arcivescovo – riguarda un ‘Cambio di atteggiamento’. Molti di coloro che lo conoscono, non l’hanno ancora attuato pienamente; molti ancora non l’hanno studiato e molti fanno finta di non conoscerlo, perché le sfide che il Concilio ha posto di fronte a noi sono piuttosto scomode per le strutture e le persone”. Mons. Maung Bo ha anche spiegato l’itinerario disposto da Benedetto XVI per l’Anno della fede: studiare in dettaglio il Credo degli Apostoli e il Catechismo della Chiesa Cattolica; intensificare la testimonianza della carità; studiare la storia della propria fede e, in particolare, vedere come la santità e il peccato co-esistano. E ha detto ai presenti “studiate la vostra fede, condividete la vostra fede, testimoniate la vostra fede!”. In conclusione, ha esortato i sacerdoti e i religiosi “a dare attenzione alle persone, al perché dicono alcune cose, piuttosto che a quello che dicono”. Nell’Anno della fede, i parroci sono invitati a dare la priorità al catechismo, ai fedeli nelle loro parrocchie.

AsiaNews, Fides

Commenti