Diciasettesima Congregazione generale. Un contributo economico dei Padri sinodali per la Siria. Le relazioni dei Circoli minori: presentare nuovamente il messaggio cristiano all’uomo contemporaneo, data la frammentarietà della cultura attuale

Oggi, alle 9.05, alla presenza del Santo Padre, con il canto dell’Ora Terza, ha avuto inizio la Congregazione generale per la lettura in Aula delle relazioni dei Circoli minori. Presidente delegato di turno il card. John Tong Hon, vescovo di Hong Kong. Sono intervenuti anche un delegato fraterno ed alcuni uditori e uditrici. A questa Congregazione generale, che si è conclusa alle 12.40 con la preghiera dell'Angelus Domini, erano presenti 257 Padri. Sono stati attivati i canali per la raccolta delle offerte dei Padri sinodali da destinare all’assistenza della popolazione siriana. Durante i lavori l’arcivescovo Nikola Eterović, segretario generale, ha dato le necessarie indicazioni ai Padri per dare seguito all’iniziativa di Benedetto XVI, il quale, come è noto, ha disposto l’invio di una delegazione nel Paese mediorientale per testimoniare solidarietà e vicinanza alla popolazione, anche attraverso un sostegno economico con i contributi della Santa Sede e del Sinodo stesso. Tra le informazioni date da mons. Eterović, la notizia della chiusura anticipata alle 11.00 della Congregazione di domani mattina,  per consentire ai Padri sinodali di partecipare alla cerimonia per la consegna del "Premio Ratzinger", che avrà luogo alle 11.30 nella sala Clementina del Palazzo Apostolico in Vaticano.
Per le relazioni dei vari circoli minori, il primo a prendere la parola è stato il vescovo Ladislav Nemet, il quale a nome del circolo minore di lingua tedesca, ha suggerito quattro punti di riflessione: il Vangelo, il mondo, il luogo e gli agenti dell’evangelizzazione. Il presule ha sottolineato l’importanza dell’esperienza di Dio che devono compiere i cristiani. Senza questa premessa non è possibile un’efficace evangelizzazione. A ciò si deve aggiungere l’esperienza i dialogo tra le persone e la ricerca dei segni positivi nella cultura contemporanea. Anche secondo il vescovo tedesco la parrocchia deve essere considerata primo e fondamentale luogo di annuncio, senza tuttavia dimenticare altre situazioni favorevoli per far conoscere il Vangelo, come per esempio attraverso il servizio ai malati, nelle scuole, nella catechesi per gli adulti. Altro baluardo dell’evangelizzazione è, per padri lingua tedesca, la famiglia. Il camilliano Renato Salvatore ha riferito delle discussioni all’interno del circolo italiano C. Premessa la primaria importanza della Bibbia il religioso ha invitato a mettere in evidenza nel testo sinodale il Catechismo della Chiesa Cattolica, come progetto teologico-spirituale da realizzare nelle differenti situazioni storiche, culturali e geografiche. Il religioso ha anche proposto un’apertura del ministero del lettorato alle donne. Ha infine sottolineato l’importanza della vita consacrata e della liturgia nell’evangelizzazione, e ha riproposto la necessità per i politici cristiani di essere coerenti con la fede, specialmente quando si tratta di decidere su determinati valori. L’arcivescovo Bruno Forte, relatore del circolo italiano B, ha evidenziato alcuni elementi costitutivi della nuova evangelizzazione come il riferimento alla Parola di Dio, la dimensione contemplativa e la comunione ecclesiale. Il presule si è poi soffermato sulla santità come modello e meta di ogni sforzo evangelizzatore, da proporre in particolare ai giovani. A questo proposito ha ribadito l’importanza della valorizzazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana e la necessità di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per allargare gli orizzonti dell’evangelizzazione. Anche per mons. Forte parrocchie e movimenti sono realtà pastorali ed ecclesiali da rinvigorire. Ai giovani e alle famiglie ha dedicato parte del suo intervento anche l’arcivescovo Rino Fisichella, relatore del circolo italiano A. Si è soffermato in particolare sull’esigenza di presentare nuovamente il messaggio cristiano all’uomo contemporaneo, data la frammentarietà della cultura attuale. Il presule ha poi invitato a scoprire la bellezza del mistero evocato attraverso la liturgia. La "via pulchritudinis" è stata evocata quindi dal vescovo francese Dominique Rey, relatore del circolo francese A; in un’epoca come la nostra, segnata dal sospetto per ogni dogmatismo, la via della bellezza espressa attraverso l’architettura, la musica e le altre arti può essere un cammino privilegiato per i catecumeni e per gli stessi cristiani che hanno dimenticato la gioia della fede. La seconda parte della Congregazione è stata caratterizzata dal richiamo al sacramento della riconciliazione, occasione privilegiata per un incontro personale con l’amore di Dio, e alla grande efficacia pastorale dell’adorazione eucaristica. L’evangelizzazione, ha sottolineato l’arcivescovo Bernard Longley, relatore del circolo inglese B, non può essere una strategia, perché la conversione è qualcosa che coinvolge "testa, cuore e anima", non dissimile dall’inizio di un amore umano; solo da questo nasce poi il desiderio di appartenere alla Chiesa.


L'Osservatore Romano

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