Vian: lo sguardo mediatico preferisce soffermarsi sulle ombre e sulle infedeltà della Chiesa, che certo non mancano ma sono affrontate con coraggio, e mai come in questo Pontificato

Nella Chiesa le ombre e le infedeltà certo non mancano, ma sono affrontate con coraggio, e mai come in questo Pontificato. Lo scrive L'Osservatore Romano, nell'editoriale dedicato dal direttore Giovanni Maria Vian, ai 50 anni del Concilio Vaticano II. Vian rileva che"lo sguardo mediatico preferisce soffermarsi" sugli aspetti negativi, ma invita a non dimenticare "la volontà di rinnovamento della Chiesa" che fu espressa in quella storica assise e rileva che "nel cattolicesimo mondiale coerenti con questa volontà sono stati in complesso i decenni da allora trascorsi, nonostante le contraddizioni, le mancanze e i limiti inevitabili in ogni realtà umana, e nonostante stereotipi tenaci che hanno cercato e cercano continuamente di diffondere visioni contrarie ma non rispettose della realtà". "Ci si può chiedere - continua l'edtoriale - quanto e che cosa di questo richiamo riuscirà ad arrivare alle donne e agli uomini di oggi, in un mondo globale disorientato e che sembra spesso in balia di un flusso senza precedenti di informazioni: non sono forse inevitabilmente destinate a imporsi immagini parziali e notizie distorte? Certo - conclude Vian - molta responsabilità è di chi questo messaggio trasmette" e si lascia condizionare da "sordità, insensibilità, volontà pervicaci di non capire, nonostante lo sforzo evidente di quell''aggiornamento' intuito e incarnato da Giovanni XXIII e continuato dai suoi successori, che altro poi non è se non desiderio di fedeltà al Vangelo e alle mutevoli necessità del suo annuncio".

Agi

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