giovedì 10 gennaio 2013

Benedetto XVI riceve in udienza Slavica Karačić, nuovo ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, in occasione della presentazione delle Lettere credenziali

Papa Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza il nuovo ambasciatore di Bosnia-Erzegovina in occasione della presentazione delle Lettere credenziali. Il nuovo ambasciatore è la signora Slavica Karačić (foto), 37 anni, con una esperienza pregressa nel mondo della finanza. Nel 2006 è diventata ambasciatore in America Latina ed in seguito ha ricoperto l'incarico di consigliere del ministro delle finanze, quindi più recentemnte ha assunto il ruolo di consigliere del primo ministro. I rapporti tra i due Paesi hanno visto recentemente un accordo per la creazione dell’ordinariato militare il 1º febbraio 2011 con la Bolla "Magni aestimamus" di Papa Benedetto XVI. L’Accordo fu una nuova tappa importante nei rapporti tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina. Esso, infatti, è stata una prima e significativa applicazione dell’Accordo di Base tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, che fu firmato a Sarajevo il 19 aprile 2006 e definì, tra l’altro, il quadro giuridico della presenza e delle attività della Chiesa cattolica nel Paese. In particolare, l’art. 15 del medesimo Accordo riconosce e garantisce il diritto della Chiesa cattolica all’assistenza religiosa dei fedeli cattolici membri delle Forze Armate e stabilisce che l’attività religiosa nelle Forze Armate sarà regolata da un successivo Accordo tra le Autorità ecclesiastiche e la Bosnia ed Erzegovina. Lo stesso ordinariato militare rappresenta l'assetto canonico stabile dato alla cura pastorale degli appartenenti cattolici delleForze Armate della Bosnia ed Erzegovina e loro famigliari, concordato insieme dalla Santa Sede e dallo Stato bosniaco-erzegovinese, esistente però sin dal 1992. Nel suo discorso per l’ occasione della firma del trattato nel 2011 monsignor Mamberti segretario per i rapprti con gli Stati della santa Sede disse tra l’altro: “Ci auguriamo che ciò possa aiutare anche il processo di integrazione europea ed euro-atlantica, che è al centro del dibattito politico di questi mesi.” Le relazioni sono state allacciate già nel 1992 per espressa volontà di Giovanni Paolo II, mentre la ex Jugoslavia si disfaceva e si scateneva la guerra .Monsignor Franjo Komarica allora vescovo di Banja Luka, ringraziò , per quella decisione, il Papa "a nome di tutti i sacerdoti, i religiosi, religiose e abitanti di questa terra bagnata da sangue innocente".


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