Fellay: chi si è maggiormente opposto al fatto che la Chiesa potesse riconoscere la Fraternità San Pio X sono i nemici della Chiesa, gli ebrei, i massoni, i modernisti. Distretto statunitense: concetto religioso

Mons. Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità San Pio X, il gruppo tradizionalista fondato da mons. Marcel Lefebvre, è tornato a parlare delle relazioni con la Santa Sede negli ultimi due anni, individuando i "nemici della Chiesa" che si sono opposti al riconoscimento da parte di Roma. Come si ricorderà, un accordo sembrava ormai quasi raggiunto, ma dalla scorsa estate, da quando ai lefebvriani è stata proposta la versione finale del preambolo dottrinale da sottoscrivere, le posizioni sembrano tornate distanti. Il nuovo vice-presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", l’arcivescovo statunitense Augustin Di Noia, sta cercando di non dissipare il lavoro svolto nei colloqui dottrinali con gli esponenti della Fraternità, mentre sono risuonate quasi come una pietra tombale sul possibile accordo le dure parole pronunciate dal nuovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller, che ha definito "eretiche" certe posizioni dei lefebvriani. Lo scorso 28 dicembre Fellay ha tenuto una conferenza di due ore in Ontario, Canada, durante la quale ha detto: "Chi, durante questo tempo, si è maggiormente opposto al fatto che la Chiesa potesse riconoscere la Fraternità San Pio X? I nemici della Chiesa. Gli ebrei, i massoni, i modernisti". Un comunicato stampa del Distretto statunitense della Fraternità è corso ai ripari, spiegando che la parola "nemici" usata dal vescovo Fellay è "ovviamente un concetto religioso e si riferisce a qualsiasi gruppo o setta religiosa che si oppone alla missione della Chiesa Cattolica e ai suoi sforzi di raggiungere il suo scopo: la salvezza delle anime". Tale contesto "religioso", continua il comunicato, è basato sulle parole di Gesù riportate nel vangelo di Matteo: "Chi non è con me è contro di me". E il riferimento agli ebrei, cerca di puntualizzare il comunicato, era indirizzato ai leader delle organizzazioni ebraiche, e non al popolo ebraico, come invece è stato interpretato dai giornalisti. La Fraternità San Pio X denuncia il ripetersi di "false accuse" di antisemitismo o di "parole di odio", fatte nel tentativo di "ridurre al silenzio il suo messaggio".

Andrea Tornielli, Vatican Insider 

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