mercoledì 6 febbraio 2013

Zollner: vogliamo prendere sul serio la parola 'cammino', una strada lunga e faticosa per combattere il male degli abusi sessuali, che fa parte di un processo importante nel cammino della Chiesa. Liebhardt: consapevolezza e competenze del Centro per la protezione dei minori

“Vogliamo prendere sul serio la parola cammino”: una “strada lunga e faticosa” per “combattere il male degli abusi” sessuali e che “fa parte di un processo importante nel cammino della Chiesa universale”. Ad assicurarlo dalla Pontificia Università Gregoriana è stato padre Hans Zollner, preside dell’Istituto di psicologia dell’Ateneo, aprendo ieri pomeriggio la conferenza stampa tenuta a un anno di distanza dal Simposio internazionale per vescovi cattolici e superiori religiosi “Towards healing and renewal”. La conferenza stampa ha preceduto il convegno di presentazione, sempre ieri sera, degli Atti dello stesso simposio e delle prime attività del Centro per la protezione dei minori istituito a seguito dell’incontro. Il Simposio, ha osservato padre Zollner, “ha favorito l’acquisizione di una maggiore consapevolezza del problema in molte parti del mondo”, ed è stato “un passo decisivo nella direzione di fare giustizia per le vittime di abuso”. Padre Zollner ha presentato gli Atti del Simposio, tradotti in polacco, italiano, ungherese, tedesco, inglese, spagnolo, croato, ucraino e presto disponibili in francese, portoghese, slovacco, romeno. Con riferimento alle prime attività del Centro per la protezione dei minori istituito a seguito del Simposio e di cui presiede il comitato direttivo, ha richiamato la prima conferenza annuale (Monaco di Baviera - ottobre 2012) che ha portato alla “costruzione di un network internazionale che certamente potrà crescere”. Hubert Liebhardt, direttore del Centro per la protezione dei minori, ne ha illustrato il programma di e-learning, sei moduli di 30 ore di cui 22 ore of online learning e 8 ore face-to-face, e le iniziative promosse in questi mesi in Indonesia, Ecuador, Ghana, Argentina, e ha sottolineato il pieno appoggio dato all’iniziativa dal card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco. Tre, ha spiegato, i pilastri del programma di formazione rivolto a religiosi e religiose, catechisti, educatori, insegnanti, per “aumentarne la consapevolezza sul fenomeno degli abusi e le competenze e le capacità di gestione”. Anzitutto le modalità di prevenzione degli abusi; quindi gli interventi; infine l’accompagnamento e la riabilitazione delle vittime. Tra le maggiori difficoltà riscontrate “le differenze tra le culture” e la diffusione non omogenea delle tecnologie. Tra i vantaggi, ha concluso Liebhardt, “la qualità del livello dei contenuti, la possibilità di frequenti aggiornamenti, l’approccio di lungo periodo e il networking degli interventi tra le diverse organizzazioni coinvolte”.

SIR
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