domenica 21 giugno 2009

Visita alla Casa Sollievo della Sofferenza. Il Papa: solo Dio può eliminare il male. La fede penetra il senso del soffrire. Siate riserve d'amore

Il Papa incontra gli ammalati,i dirigenti, il personale medico e sanitario del Centro 'Casa Sollievo della Sofferenza', a San Giovanni Rotondo. Dopo il pranzo e un breve momento di riposo, il programma di Benedetto XVI prevedeva l''abbraccio' con il mondo della sofferenza. Dopo il saluto di Domenico D'Ambrosio, arcivescovo uscente di Manfredonia-San Giovanni Rotondo, del direttore generale Domenico Crupi, e di un'ammalata, Papa Ratzinger ha pronunciato il suo discorso. Il centro, voluto da Padre Pio nel 1925, è una vera e propria città ospedaliera con quasi 1.200 posti-letto, ed è considerato un centro di eccellenza sanitaria di tutto il Centro-Sud.
"L'impegno della scienza nel curare il malato non deve mai disgiungersi da una filiale fiducia verso Dio". Benedetto XVI ha rivolto a quanti lavorano nella 'Casa Sollievo della Sofferenza' "una parola di paterno conforto e di incoraggiamento a proseguire insieme quest'opera evangelica a sollievo della vita sofferente, valorizzando ogni risorsa per il bene umano e spirituale degli ammalati e dei loro familiari". "Ogni volta che si entra in un luogo di cura - ha proseguito - il pensiero va naturalmente al mistero della malattia e del dolore, alla speranza della guarigione e al valore inestimabile della salute, di cui ci si rende conto spesso soltanto allorché essa viene a mancare. Negli ospedali - ha aggiunto Benedetto XVI - si tocca con mano la preziosità della nostra esistenza, ma anche la sua fragilità". Il Papa ha assicurato che "la Chiesa, fin dalle sue origini, ha considerato un proprio dovere e privilegio stare accanto a chi soffre, coltivando un'attenzione preferenziale per i malati". "Chi può eliminare il potere del male è solo Dio". "La malattia, che si manifesta in tante forme e colpisce in modi diversi - ha detto Papa Ratzinger - suscita inquietanti domande: Perché soffriamo? Può ritenersi positiva l'esperienza del dolore? Chi ci può liberare dalla sofferenza e dalla morte? Interrogativi esistenziali, che restano umanamente il più delle volte senza risposta, dato che il soffrire costituisce un enigma imperscrutabile alla ragione. La sofferenza - osserva - fa parte del mistero stesso della persona umana". La ricetta che ha offerto Benedetto XVI è semplice. "Chi può eliminare il potere del male è solo Dio. La fede - ha proseguito - ci aiuta a penetrare il senso di tutto l'umano e quindi anche del soffrire". Infine, l'invito a essere "riserve di amore". "Ecco la missione che questa sera il nostro Santo richiama a voi", conclude il Papa, ricordando ciò che diceva padre Pio: "Ricoverati, medici, sacerdoti saranno riserve di amore, che tanto più sarà abbondante in uno, tanto più si comunicherà agli altri".
Nel suo saluto, il vescovo D'Ambrosio ha ringraziato il Santo Padre a nome “di tutti gli ammalati, gli operatori sanitari, i dipendenti delle Opere di San Pio da Pietrelcina, dei Consigli di amministrazione della Immobiliare Casa Sollievo della Sofferenza”, esprimendo, “la gratitudine immensa” e rassicurando la “preghiera”. “Negli ultimi anni – ha concluso - abbiamo lottato e faticato in tanti per garantire alla perla preziosa della carità di Padre Pio, la possibilità di continuare a vivere e offrire il servizio dell'amore ai fratelli sofferenti”, affidando “nelle sue mani”, a conclusione del mandato episcopale, “il cantiere di preghiera e di carità operosa”.

Apcom - Salvatore Scolozzi, Korazym.org