martedì 20 aprile 2010

V anniversario dell'Elezione di Benedetto XVI. Caffarra: difensore della ragione perchè senza essa la fede sarebbe solo un fatto emotivo e soggettivo

“Lo scontro con i poteri di questo mondo” è “intrinseco alla testimonianza cristiana”. Lo ha affermato questa sera a Bologna l’arcivescovo, card. Carlo Caffarra (nella foto con Benedetto XVI), nella Messa celebrata per il Papa “nel quinto anniversario della sua elezione al soglio pontificio e in segno di speciale comunione di preghiera, di affetto e di solidarietà”. Il “potere del mondo” con cui si scontra oggi il Papa, ha aggiunto Caffarra, è la “dittatura del relativismo”, “quel modo di pensare oggi così diffuso secondo il quale non esiste alcuna verità universalmente valida”. Posizione che, secondo il cardinale, “sul piano etico, ha una potenza devastante smisurata” poiché “ogni tentativo di mostrare che esistono norme morali, che difendono ‘beni umani non negoziabili’, è rigettato in partenza”. Compito del Pontefice, ha dunque spiegato l’arcivescovo, è “proporre la verità salvifica di Gesù al cuore dell’uomo del nostro tempo, e pertanto la questione della verità della fede cristiana è al centro del suo insegnamento”, ma anche “salvare la ragione e quindi la libertà dell’uomo” allargando “gli spazi della ragione” e rifiutando “la dittatura del relativismo”. “Può sembrare strano che un Papa si erga a difensore della ragione con tanta forza”, ha precisato, ma “la separazione tra la fede e la ragione distrugge la fede cristiana perché finisce con il ridurla a un fatto emotivo e puramente soggettivo”.

SIR