lunedì 31 maggio 2010

Il Papa a Cipro. L'ambasciatore Poulides: coronamento del sostegno che il Vaticano ha sempre dato al Paese. Importante anche per il dialogo ecumenico

"Cipro è un avamposto dell’Unione Europea verso il Medio Oriente e l’Africa". Georgios Poulides, ambasciatore di Cipro presso la Santa Sede dal 2003, presenta così la meta del prossimo viaggio apostolico di Benedetto XVI, che giungerà nell’Isola venerdì 4 giugno e domenica prossima consegnerà ai vescovi l’Instrumentum Laboris dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo, nel corso della Santa Messa nel Palazzo dello Sport Elefteria di Nicosia nella quale si pregherà per la pace in Terra Santa e in tutta l'area. "Il ruolo di Cipro è emerso con chiarezza durante la crisi del Libano nell’estate 2006, quando ha sostenuto l’invio di una forza di pace europea lungo la frontiera tra Israele e Libano", ma questo è anche un Paese diviso in due, l'ultimo in Europa dopo la caduta del Muro di Berlino: "Quasi un terzo del territorio - ricorda il diplomatico - si trova, fin dal lontano 1974, sotto occupazione militare turca. In tale area i militari di Ankara hanno concentrato tutta la minoranza turco-cipriota (circa il 18 per cento della popolazione, prima sparsa lungo tutta l’isola), hanno cacciato con la forza i greco-ciprioti e tutti i cristiani, vi hanno trasferito centinaia di migliaia di coloni anatolici, infine hanno orchestrato l’autoproclamazione di uno stato-fantoccio, riconosciuto solo dalla Turchia". Già al momento dell’adesione di Cipro nel 2004 l’Unione Europea ha preso posizione su questa situazione: "E' tutta Cipro che - spiega Poulides in un'intervista al mensile Tempi - ha aderito alla Ue e tutti i cittadini di Cipro sono cittadini europei. Nei territori occupati le regole comunitarie sono sospese in attesa della riunificazione". Una situazione di stallo, nella quale continua la profanazione degli edifici sacri e dei segni cristiani, che in passato ha impedito a Papa Wojtyla di recarsi a Cipro. "La visita del Papa - commenta l'ambasciatore - è di importanza storica per Cipro. È la prima volta che un vescovo di Roma visita il nostro Paese ed è la prima visita in assoluto di Benedetto XVI in un Paese ortodosso. La visita costituisce il coronamento di un lungo sostegno che la Santa Sede ha sempre fornito alla causa di Cipro. La diplomazia vaticana tiene sempre nella massima considerazione la legalità internazionale, quindi le risoluzioni delle Nazioni Unite e di altri rilevanti organismi internazionali, che chiedono alla Turchia di ritirare le sue truppe da Cipro. La Santa Sede ci ha sempre sostenuto perché Cipro è un piccolo Paese che subisce l’aggressione di un potente vicino. Perché è la lotta della ragione contro la violenza. Per questo Papa Benedetto ha accettato ben volentieri l’invito a visitare l’Isola che gli hanno rivolto sia il presidente Christofias che l’arcivescovo Chrysostomos II". "La visita del Papa - dice in proposito l'ambasciatore - è importante anche dal punto di vista del dialogo ecumenico. La Chiesa di Cipro svolge un ruolo importante nell’ambito delle Chiese ortodosse e da tempo desiderava svolgere un ruolo egualmente importante anche nel dialogo ecumenico. Subito dopo la sua elezione, il nuovo arcivescovo Chrysostomos II ha voluto visitare il Vaticano e iniziare così una nuova era di rapporti con i cattolici. Pochi mesi dopo Chrysostomos è tornato in Italia per partecipare alle giornate mondiali per la pace organizzate dalla Comunità di Sant’Egidio, con la presenza del Pontefice il primo giorno dei lavori. Poi, nel novembre 2008, queste giornate si sono tenute a Cipro e poco tempo dopo si è riunita a Pafos la commissione teologica mista cattolici-ortodossi che esamina la questione del primato papale. Con la partecipazione attiva della Chiesa di Cipro al dialogo ecumenico non solo tutte le Chiese e i Patriarcati di lingua greca partecipano pienamente al dialogo con la Chiesa cattolica, ma Cipro ha anche aiutato ad aprire la strada verso le Chiese ortodosse slave, poiché ha sempre mantenuto ottimi rapporti con il Patriarcato di Mosca".

Agi

Benedetto va al fronte orientale - il testo integrale dell'intervista