Anno della fede. Anno del Catechismo, strumento giusto per la corretta comprensione del Concilio. Anche Paolo VI ci aveva provato nel 1967

Dal giorno dell’Epifania, l’Anno della fede indetto da Benedetto XVI ha il suo libretto di istruzioni. L’ha compilato la Congregazione per la Dottrina della Fede. E l’ha messo in rete il 7 gennaio in sette lingue. L’ouverture l’aveva già scritta il Papa in persona nella Lettera Apostolica “Porta fidei” dell’11 ottobre 2011. L’Anno della fede inizierà l’11 ottobre 2012, cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II (11 ottobre 1962) e ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (11 ottobre 1992). Le due ricorrenze sono volutamente legate assieme. il Catechismo è presentato come lo strumento giusto per una “corretta comprensione” del Concilio: non rottura ma “rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto Chiesa”. Nelle sue istruzioni, la Congregazione per la Dottrina della Fede sollecita vescovi, clero, seminaristi e catechisti a studiare e ad insegnare il Catechismo con rinnovata diligenza. Le Chiese nazionali sono esortate a controllare che i rispettivi catechismi locali siano “pienamente conformi” con quello valido per tutta la Chiesa, e se necessario ad elaborarne di nuovi. L’Anno della fede si concluderà il 24 novembre 2013, festa di Cristo Re. Quel giorno, annuncia il libretto delle istruzioni, “avrà luogo un’Eucaristia celebrata dal Santo Padre, in cui rinnovare solennemente la professione della fede”. Questo annuncio fa riandare con la mente al “Credo del popolo di Dio” pronunciato solennemente da Paolo VI (nella foto con l'allora card. Ratzinger) il 30 giugno 1968, a conclusione di un altro Anno della fede, indetto da lui. A scrivere la traccia del testo fu Jacques Maritain. Ma va notato che a indurre Paolo VI a proclamare un Anno della fede fu anche allora la sensazione che la Chiesa fosse in grave pericolo sul terreno della catechesi. Paolo VI era sotto choc per la pubblicazione avvenuta nel 1966 in Olanda, con la benedizione dei vescovi di quel Paese, di un nuovo Catechismo “mirato a sostituire all’interno della Chiesa un’ortodossia a un’altra, un’ortodossia moderna all’ortodossia tradizionale”, così la commissione cardinalizia creata da Papa Montini per esaminare quel Catechismo. L’Anno della fede indetto da Paolo VI non fu un successo. A distanza di decenni, Benedetto XVI ci riprova.

Sandro Magister, Settimo Cielo

Il Credo di Paolo VI. Chi lo scrisse e perché

Commenti