sabato 31 marzo 2012

Anno della fede. Consiglio permanente CEI: adesione convinta, il rinnovamento della fede rappresenta la principale priorità dell'azione ecclesiale

Il Consiglio permanente della CEI, nel documento finale dei lavori di questa settimana, ha espresso "adesione convinta" all'"Anno della fede, indetto dal Papa, preziosa occasione di verifica pastorale circa i contenuti e le modalità dell'annuncio e la loro incidenza sulle problematiche umane". "Nonostante il costante impegno nella formazione dei bambini, dei ragazzi e degli adulti, con testi autorevoli come il Catechismo degli Adulti, molti credenti e praticanti - è crito nel documento - stentano a cogliere le implicazioni culturali della fede, come se la relazione con Gesù Cristo non avesse un nesso con la vita né la forza di incidere in maniera significativa sulle scelte e i comportamenti dei singoli e della società". Ma "in questa prospettiva l'Anno della fede offrirà l'occasione per rilanciare non solo l'annuncio e la catechesi ma anche la formazione all'impegno socio-politico e alla presenza nella vita pubblica". Dunque, a giudizio dei vescovi italiani, "il rinnovamento della fede - è scritto- rappresenta la principale priorità dell'azione ecclesiale". E "L'Anno della fede deve portare le comunità a rendersi maggiormente presente nei diversi ambienti di vita, esprimendo così tutta la valenza di quella carità che appartiene alla grande tradizione ecclesiale e che abbraccia non solo la risposta a bisogni materiali, ma è sinonimo di accoglienza, prossimità, riscoperta della fecondità esistenziale dei misteri centrali dell'annuncio cristiano". In conclusione "riprendere i contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica diventa così - si legge ancora - il modo più autentico per celebrare il cinquantesimo anniversario dell'apertura del concilio Vaticano II".

TMNews

Comunicato finale CEP, 30 marzo 2012